Errori e omissioni nella Dichiarazione dei Redditi: cosa fare?

Luca Paolucci
  • Esperto di: Politica, Economia e Detrazioni Fiscali
01/05/2022

La Dichiarazione dei Redditi va presentata ogni anno entro determinate scadenze. Ma cosa rischia chi non lo fa? Il legislatore consente di ovviare alla mancanza entro 90 giorni, prima di fare i conti con le sanzioni. Vediamo insieme come comportarsi e cosa fare per evitarle.

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Cosa succede se non si presenta la Dichiarazione dei Redditi entro le scadenze prestabilite o se mancano dei dati rilevanti? Il legislatore ha definito un meccanismo sanzionatorio per gradi, che può andare dalle multe fino alla reclusione.

Vediamo nel seguente articolo quali sono le scadenze da rispettare e come fare per non incappare nelle sanzioni.

Dichiarazione dei Redditi: le scadenze da rispettare

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La scadenza per la presentazione della Dichiarazione dei Redditi varia in base alla tipologia di documento prescelto:

  • chi ha optato per il modello 730, anche precompilato, ha tempo fino al 30 settembre per trasmettere la dichiarazione all’Agenzia delle Entrate (ricordiamo che quest’anno la messa a disposizione del modello 730 precompilato online ci sarà a partire dal 23 maggio e non dal 30 aprile, come invece avvenuto negli scorsi anni):
  • chi invece ha scelto il modello Redditi Persone Fisiche ha tempo fino al 30 novembre per trasmettere il documento (il termine ultimo del 30 novembre è valido anche per i modelli Redditi Società di Capitali, Redditi Società di Persone e Redditi Enti non commerciali).

Cosa succede se si oltrepassano queste scadenze? La Dichiarazione dei Redditi non viene presentata viene definita omessa se:

  • le imposte evase superano i 50.000 euro;
  • non viene presentata entro 90 giorni dalla scadenza.

In caso di Dichiarazione dei Redditi omessa si va incontro a pesanti sanzioni amministrative e penali: vediamole insieme.

Quali sono le sanzioni?

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La sanzione amministrativa parte da un minimo del 120% ad un massimo del 240% dell’ammontare delle imposte dovute (con un’imposta minima dovuta pari a 250 euro).

Qualora non siano dovute imposte è prevista una sanzione compresa tra 250 e 1.000 euro, che può essere aumentata fino a raddoppiare nei confronti dei soggetti obbligati alla tenuta delle scritture contabili.

La sanzione penale, invece, scatta nel caso in cui le ritenute non versate siano superiori a 50.000 euro. Il decreto Fiscale 2020, infatti, ha introdotto la reclusione:

  • da un minimo di un anno e sei mesi ad un massimo di quattro anni per chi evade le imposte sui redditi e non presenta le dichiarazioni relative per imposte evase superiori a 50.000 euro;
  • da un minimo di un anno e sei mesi ad un massimo di quattro anni per chi non presenta la dichiarazione di sostituto d’imposta, sempre quando la somma evasa supera i 50.000 euro.