Esonero contributi partite IVA e professionisti: requisiti e come funziona

29/07/2021

Partite IVA, autonomi e professionisti potranno finalmente beneficiare dell’esonero dei contributi da versare all’INPS o alle Casse private. Prorogata al 30 settembre la scadenza delle domande: vediamo insieme chi può presentarle e quali sono i requisiti per beneficiare dell’esonero.

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I lavoratori autonomi iscritti all’INPS e i professionisti iscritti alle Casse private non pagheranno i contributi.

È questo ciò che emerge dal decreto interministeriale pubblicato sul sito del Ministero del Lavoro: la misura, per cui sono stati stanziati 2,5 miliardi di euro, sarà del 100% ma fino ad un tetto massimo di 3.000 euro.

La procedura di domanda per le partite IVA prenderà il via il 2 agosto e terminerà il 30 settembre (il 31 ottobre per i professionisti): vediamo nel dettaglio quali sono i requisiti necessari per poter richiedere l’esonero.

Partite IVA e professionisti: ufficiale l’esonero dei contributi

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Il Ministero del Lavoro ha pubblicato sul proprio sito Internet il decreto interministeriale che dispone l’esonero dei contributi per le partite IVA e i professionisti danneggiati dalla pandemia da Covid-19.

I soggetti iscritti all’INPS intenzionati ad accedere alla misura, entrata ufficialmente in vigore, potranno inoltrare le domande a partire da lunedì 2 agosto e fino al 30 settembre 2021. I professionisti iscritti agli enti di previdenza privati, invece, avranno tempo fino al 31 ottobre 2021.

L’esonero, per cui sono stati stanziati 2,5 miliardi di euro, sarà parziale: potrà arrivare fino al 100% ma fino ad un tetto massimo di 3.000 euro, cifra dopo la quale il soggetto ricomincerà a pagare i contributi.

Esonero dei contributi: i requisiti

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Il decreto pubblicato dal Ministero del Lavoro contiene anche i requisiti richiesti per poter beneficiare dell’esonero contributivo.

Nello specifico, le partite IVA, gli autonomi e i professionisti intenzionati ad usufruire dell’agevolazione dovranno avere un reddito IRPEF relativo al 2019 non superiore a 50.000 euro, oltre ad un calo di fatturato annuo nel 2020 pari ad almeno il 33% di quello dichiarato nell’anno precedente.

Chi non è in regola con il pagamento dei contributi potrà comunque presentare domanda, a patto che provveda a regolarizzare la propria posizione entro il prossimo 31 ottobre.

Luca Paolucci
  • Laurea in Economia e Management
  • Laureando in Management Internazionale
  • Esperto di: Politica, Economia e Detrazioni Fiscali
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