Ferie non godute: scadenza, regole e sanzioni

Rachele Luttazi
  • Esperta in welfare e bonus
  • Laurea Magistrale in Economia dell'Ambiente e della Cultura
30/06/2022

Oggi, 30 giugno, scadrà il termine per usufruire le ferie maturate nel 2020. Nel caso in cui ciò non avvenga, il datore di lavoro potrebbe incorrere in pesanti sanzioni. Vediamo insieme.

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Il 30 giugno cade la scadenza per le ferie non godute, infatti, entro quest’oggi le aziende devo aver permesso ai propri lavoratori di fruire delle ferie maturate nel 2020, altrimenti si incorre in sanzioni amministrative e versamento dei contributi.

Il termine ultime per fruire delle ferie è il medesimo ogni anno, ed entro il 30 giugno le aziende hanno l’obbligo di far smaltire al dipendente tutte le settimane di ferie maturate due anni prima a quello di riferimento.

Ferie: quali sono le regole?

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È la Costituzione italiana ha riconoscere il diritto alle ferie, mentre le modalità di fruizione sono definite dall’art. 2109, 2 comma, del Codice Civile. Inoltre, l’art. 10 del D.lgs 66/2003 stabilisce che ogni lavoratore ha diritto a un periodo annuale di ferie retribuite non inferiore a quattro settimane, con l’obbligo per il datore di lavoro di farne godere almeno due settimane nel corso dell’anno di maturazione, mentre per le restanti due settimane c’è tempo per tutti i diciotto mesi successivi al termine dell’anno di maturazione.

Nello specifico:

  • le ferie non godute maturate tra l’1 gennaio e il 31 dicembre 2020 devono essere fruite entro il 30 giugno 2022;
  • le ferie non godute maturate tra l’1 gennaio e il 31 dicembre 2021 devono essere fruite entro il 30 giugno 2023;
  • le ferie non godute maturate nell’anno corrente devono essere fruite entro il 30 giugno 2024.

Ferie non godute: conseguenze per il dipendente e il datore di lavoro

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Nel caso in cui non si fruisca delle ferie entro i diciotto mesi, a incorrere in pesanti conseguenze è il datore di lavoro, e non il dipendente, il quale potrà fruirne anche successivamente a questo termine. Infatti, essendo un diritto irrinunciabile, le ferie non cadono in prescrizione e la monetizzazione di queste può avvenire soltanto in caso di cessazione del rapporto di lavoro.

Il datore di lavoro, invece, dovrà versarne i relativi contributi aggiuntivi, secondo cui dovrà aggiungere alla retribuzione imponibile bisognerà l’importo spettante per le ferie non godute. Inoltre, incorrerà in sanzioni amministrative, per un importo che varia a seconda del numero di dipendenti interessati:

  • da 120 a 720 euro quando le violazioni sono relative a un solo anno e che riguardano al massimo 5 lavoratori;
  • da 480 a 1.800 euro quando violazioni si sono verificate per almeno due anni e hanno coinvolto più di 5 lavoratori;
  • da 960 a 5.400 euro quando le violazioni si sono verificate per più di 4 anni oppure hanno coinvolto almeno 10 lavoratori.