Fisco: come scopre gli evasori?

14/10/2021

Il Fisco utilizza dei metodi molto particolari per scoprire quali sono gli evasori. Una delle metodologie consiste nel guardare dati sensibili dei contribuenti, violando quindi la privacy di questi. Ma come può fare questo? Scopriamolo insieme!

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Le metodologie utilizzate dal Fisco per indagare e scoprire i cittadini che evadono i pagamenti delle tasse, spesso comprendono pratiche che vanno a violare le norme sulla privacy. Questo può accadere in quanto il fine per il quale avviene la violazione, ossia l’interesse pubblico, supera la privacy e quindi ciò è concesso.

Per tale motivo quindi le pratiche del Fisco non devono superare il test del garante della privacy: scopriamo come.

Fisco: l’interesse pubblico consente di violare la privacy

datacenter faceobok

La publica amministrazione e tutti i suoi agenti preposti all’indagine sugli evasori, possono permettersi di aggirare le norme sulla privacy nelle proprie indagini, in particolare andando a evitare i controlli del Garante della privacy.


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Ovviamente tutto qiesto è sotto il controllo delle istituzioni, che hanno emanato una apposita delega per consentire al Fisco di indagare in modo approfondito, senza i vincoli del Garante. Il decreto è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale l’8 Ottobre 2021, ma le violazioni avvenivano de facto anche prima, dunque ora è stato messo tutto nero su bianco.

Ma è necessario il consenso dei contribuenti per le violazioni?

Criminal hacking personal data

La domanda però sorge spontanea: tutto questo, al di là del decreto legge, è legale? Non dovrebbe essere necessario il consenso dei contribuenti sulla verifica dei dati sensibili?

La risposta è no, in quanto si tratta di dati utili a fini giudiziari e quindi non serve il consenso dei soggetti coinvolti. Nel dettaglio, tale fattispecie si verifica quando:

  • i provvedimenti penali di condanna definitivi;
  • la liberazione condizionale;
  • il divieto od obbligo di soggiorno;
  • le misure alternative alla detenzione.

Quanto detto sopra, vale anche per tutti gli accertamenti che il Fisco deve porre in essere, senza il consenso.

Mattia Anastasi
  • Laureato in Economia Aziendale con curriculum Manageriale
  • Laureando in Finanza e Metodi Quantitativi per l'Economia curriculum in Assicurazioni
  • Esperto in: Economia e Detrazioni Fiscali
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