Fisco: nuovo rinvio per le cartelle esattoriali

13/05/2021

Decreto Sostegni bis: tra le ipotesi anche la proroga di un ulteriore mese delle notifiche delle cartelle esattoriali. La normale attività dell’Agenzia delle Entrate riprenderebbe solo dopo il prossimo 30 giugno: oltre 35 milioni le cartelle in sospeso dall’8 marzo 2020.

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Il Governo vorrebbe prorogare di un altro mese la ripresa dell’attività di notifica delle cartelle esattoriali da parte dell’Agenzia delle Entrate. La sospensione, che va oramai avanti dall’8 marzo 2020, scadrebbe quindi alla fine di giugno 2021 e non più il 31 maggio.

Sarebbero oltre 35 milioni le cartelle in attesa di essere destinate ad imprese e cittadini. Sul tavolo dell’Esecutivo anche le nuove regole per la ripresa dei versamenti rimasti in sospeso.

Cartelle esattoriali: nuovo rinvio nel Sostegni bis

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Continua la sospensione per la normale attività di notifica da parte dell’Agenzia delle Entrate. Dopo il comunicato stampa del MEF dello scorso 30 aprile, in cui si annunciava la ripresa a partire dalla fine di maggio, il Governo avrebbe deciso di prorogare di un altro mese l’invio delle cartelle esattoriali rimaste in sospeso da oltre un anno.


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Il provvedimento, contenuto nel decreto Sostegni bis, porterebbe quindi ad un differimento dell’attività fino al 30 giugno 2021, con l’inizio delle operazioni di notifica che slitterebbe al mese di luglio.

La sospensione, introdotta dal decreto Cura Italia l’8 marzo 2020, riguarda oltre 35 milioni di notifiche da destinare a cittadini e imprese sottoforma di cartelle di pagamento, avvisi di addebito e di accertamento e procedure cauterali o esecutive di riscossione.

Fisco: le nuove regole per i versamenti

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Oltre alla decisione sulla ripresa della piena operatività dell’Agenzia delle Entrate, il Governo sarebbe al lavoro anche sulle nuove regole sui versamenti rimasti in sospeso.

Tra le principali ipotesi al vaglio dell’Esecutivo ci sarebbe la possibilità di richiedere una dilazione del pagamento per tutte quelle attività che hanno subito un calo del fatturato a causa delle restrizioni. Nello specifico, qualora il calo fosse pari ad almeno il 30 per cento, le partite IVA potrebbero giovare di una rateizzazione fino a 6 o 10 anni.

Luca Paolucci
  • Laurea in Economia e Management
  • Laureando in Management Internazionale
  • Esperto di: Politica, Economia e Detrazioni Fiscali
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