Fisco: qual è la differenza tra rateizzazione e rottamazione delle cartelle?

Rachele Luttazi
  • Esperta in welfare e bonus
  • Laurea Magistrale in Economia dell'Ambiente e della Cultura
09/01/2023

Qual è la differenza tra la rottamazione e la rateizzazione delle cartelle esattoriali? Vediamo insieme nel dettaglio e cosa prevede la nuova edizione della rottamazione.

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Rottamare e rateizzare le cartelle esattoriali sono due cose differenti, nonostante permettano entrambe ai cittadini di pagare “a rate” un debito fiscale affidato dal creditore, come l’Agenzia delle Entrate o l’INPS, all’ente di riscossione.

In sostanza, la rateizzazione permette di pagare in un’unica soluzione una cartella di pagamento, compresa di capitale, sanzione ed interessi, mentre la rottamazione consente di godere di godere di una “definizione agevolata” nel pagamento di una cartella. Nello specifico, con definizione agevolata si fa riferimento alla possibilità di vedersi azzerare sanzione ed interessi e pagare, quindi, solo la quota capitale (imposta omessa).

Ma vediamo insieme nel dettaglio.

Rottamazione cartelle come funziona

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Secondo quanto previsto dalla Legge di Bilancio 2023, la rottamazione quater prevede la possibilità per il contribuente di estinguere i debiti iscritti a ruolo senza corrispondere le somme affidate all’Agente della riscossione a titolo di interessi e sanzioni, interessi di mora nonché il cd. aggio. Tuttavia, questa opzione riguarda soltanto quei debiti affidati all’Agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 30 giugno 2022, anche se ricompresi in precedenti misure agevolative di cui si è determinata l’inefficacia.

Per aderire alla nuova edizione della rottamazione è necessario presentare domanda all’ente di riscossione entro il 30 aprile 2023. L’importo dovuto a seguito dell’adesione potrà essere pagato a rate o in un’unica soluzione entro il 31 luglio 2023.

Il numero massimo di rate previste è 18, suddivise in 5 anni, di cui le prime due con scadenza il 31 luglio e il 30 novembre 2023. Le altre 16 rate, ripartite nei successivi 4 anni, che andranno versate il 28 febbraio, 31 maggio, 31 luglio e 30 novembre di ciascun anno a decorrere dal 2024.

Rateizzazione cartelle: come funziona

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La rateizzazione delle cartelle è sempre concessa a prescindere dal requisito temporale, a differenza della rottamazione. Tuttavia, è bene distinguere in base all’importo del debito da rateizzare.

Fino a 120.000 euro, è sufficiente fare solo la domanda all’ente di riscossione senza dover dare prova delle difficoltà economiche in cui ci si trova. Il piano ordinario consente di pagare il debito fino a un massimo di 72 rate (6 anni). Invece, se l’importo supera i 120.000 euro, alla richiesta occorre allegare anche l’ISEE del nucleo familiare per provare la situazione di difficoltà. Anche in questa ipotesi il piano di rate può essere fino ad un massimo di 72 rate, costanti o crescenti.