Fisco, via alla riforma: ecco cosa cambia in Italia

Il governo ha deciso di spingere forte sulla riforma fiscale, che dovrebbe arrivare entro l’estate 2023. Forte del grande successo alle amministrative, si riparte per dare agli italiani la riforma migliore possibile. Vediamo cosa cambia e quali saranno le novità in merito alla fiscalità.

Tasse

Come funziona e cosa aggiungerà la nuova riforma del sistema fiscale 2023? La strada è tracciata, ma non completamente definita. Intanto, sono più di 600 gli emendamenti al ddl dai partiti alla commissione Finanze della Camera con alcune misure che potrebbero finire sotto la “tagliola” ed altre che ovviamente si salveranno.

Riforma fiscale: quali sono le novità?

tasse

Approfondiamo la questione riforma fiscale insieme nel seguente articolo: quali sono le novità e cosa cambierà? Uno degli assi portanti della riforma fiscale al quale l’esecutivo lavora ormai da tempo è la riduzione delle aliquote Irpef da quattro a tre. In aggiunta c’è la possibilità di ridurre le tasse sulla tredicesima per i lavoratori dipendenti.

Flat tax: a chi spetterà?

La Lega di Matteo Salvini ha inoltre intenzione di introdurre la Fla tax per un numero sempre maggiore di persone. Questo regime forfettario sarà applicato anche anche alle associazioni professionali, alle società tra professionisti, alle società di persone e imprese familiari composte al massimo da tre professionisti under 35 anni.

Superbollo: cosa cambia?

Altra novità, che interessa coloro che hanno una vettura altamente prestante, è quella dell’addio al Superbollo.  Una tassa che costa 20 euro per ogni Kw oltre i 185. Secondo i dati di Federcarrozzieri, l’associazione delle autocarrozzerie italiane, dalla sua introduzione il superbollo è costato circa 1,2 miliardi di euro agli automobilisti italiani.

Fisco: tutte le altre novità

Tasse

Vediamo infine quali saranno le altre novità in questione. Ad essere modificati potrebbero essere anche le norme sui fondi pensione, con il governo che punta ad aumentare la soglia di deducibilità. Al momento, i contributi versati in previdenze complementari sono deducibili fino a un massimo di 5.164,57 euro all’anno.

Lascia un commento