Fondo caregiver 2022 rifinanziato: cos’è e interventi ammessi

Luca Paolucci
  • Laurea in Economia e Management
  • Laureato in Management Internazionale
29/12/2022

È stato rifinanziato con 25 milioni di euro il cosiddetto fondo caregiver, ideato per il sostegno del ruolo di cura e di assistenza del caregiver familiare. Le nuove risorse saranno utilizzate dalle Regioni per aiutare chi assiste persone con disabilità. Vediamo nel seguente articolo i dettagli della misura.

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Il Ministero per le Disabilità e il Ministero del Lavoro hanno firmato il decreto congiunto che rifinanzia il fondo per il sostegno del ruolo di cura e assistenza del caregiver familiare. Alle Regioni andranno 25 milioni di euro, con l’obiettivo di introdurre nuove agevolazioni in favore di chi assiste persone disabili.

Vediamo insieme come potranno essere utilizzate queste risorse.

Fondo caregiver rifinanziato: a cosa serve?

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Il Ministero per le Disabilità e il Ministero del Lavoro hanno disposto il rifinanziamento da 25 milioni di euro del fondo caregiver, istituito dalla Legge di Bilancio 2018 e destinato a sostenere i soggetti che assistono persone con disabilità.

Le risorse, ripartite tra le varie Regioni, saranno distribuite in via prioritaria:

  • ai caregiver di persone in condizione di disabilità gravissima;
  • ai caregiver di coloro che non hanno avuto accesso alle strutture residenziali a causa delle disposizioni normative emergenziali;
  • ai programmi di accompagnamento finalizzati alla deistituzionalizzazione e al ricongiungimento del caregiver con la persona assistita.

Fondo caregiver: gli interventi ammessi

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Saranno direttamente le Regioni ad individuare i progetti da finanziare nell’ambito degli interventi ammessi al finanziamento, quali:

  • interventi di assistenza diretta in favore dei caregiver regionali mediante l’erogazione di contributi di sollievo o assegni di cura;
  • interventi di assistenza diretta o indiretta tramite la predisposizione di bonus utilizzabili per prestazioni di assistenza sociosanitaria;
  • interventi di assistenza diretta o indiretta per la fruizione di prestazioni di tregua dall’assistenza alla persona con disabilità, attuabili con interventi di sollievo, che favoriscano una sostituzione nell’assistenza o un ricovero in struttura residenziale aventi carattere di temporaneità;
  • attivazione e sviluppo di progetti finalizzati a percorsi di sostegno psicologico individuale o di gruppo;
  • attività di formazione dei nuclei familiari che assistono persone con disabilità grave e gravissima;
  • interventi programmati in seguito al decreto di ripartizione delle risorse dello scorso anno.