Guerra in Ucraina: la Russia a un passo dal default

Mattia Anastasi
  • Dott. in Economia Aziendale con curriculum Manageriale
16/03/2022

Mentre l’UE si avvia a confermare il quarto pacchetto di sanzioni contro la Russia, il rischio di un default del Cremlino è sempre più concreto. L’ultima volta per la Russia fu nel 1998: vediamo insieme quali potrebbero essere le conseguenze in caso di bancarotta statale.

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La Russia, secondo gli esperti, è molto vicina al default, ossia alla bancarotta statale per usare un termine di impresa. L’ultima volta in cui la Russia non è riuscita trovare acquirenti dei propri titoli di debito sul mercato è accaduto nel 1998, ossia 24 anni fa.

Gli scenari possibili seguenti a tale fattispecie non lasciano ben sperare per il popolo russo: scopriamoli insieme!

Russia: cosa significa default statale?

Banca

Prima di tutto facciamo un passo indietro e cerchiamo di dare una definizione al termine default riferito ad un sistema statale. Quando si fa riferimento al default di uno stato, s’intende l’impossibilità di questo di pagare nel breve termine i propri titoli di debito. In questo modo è impossibile trovare nuovi acquirenti. Per la Russia ciò è già avvenuto nel 1998, più di 24 anni fa.

La probabilità crescente che tale fattispecie possa effettivamente avvenire è data dall’agenzia di rating Fitch, che ha declassato i titoli della Russia, facendoli scendere da B a C, senza escludere che vi saranno ulteriori declassamenti. Le conseguenze di un eventuale default potrebbero essere molto gravi: analizziamole insieme.

Quali sono i rischi di un default statale?

Banca

I primi segnali di un possibile default della Russia, provengono direttamente da JP Morgan, il colosso bancario ha infatti previsto un tonfo dell’economia russa, con crollo del PIL del 35%. In caso di default la Russia si troverebbe senza più un corpus pubblico: scuole, amministrazione e tutto il resto sarebbe totalmente da riorganizzare.

Non tutti però sono convinti che il default sia così scontato: gli analisti di Algebris credono che la Mosca disponga di un tesoretto di 200 miliardi di euro, con cui andare a saldare i debiti a scadenza nel breve termine. Questo sarebbe dato dal saldo delle partite correnti, dato dall’impennata dei prezzi del gas e del petrolio.