IMU 2021, arriva il rimborso: per chi e come funziona

Luca Paolucci
  • Esperto di: Politica, Economia e Detrazioni Fiscali
22/03/2022

Decreto Energia: disposto il rimborso del 50% della seconda rata IMU pagata a dicembre 2021. Beneficiarie della misura saranno soprattutto le imprese turistico-ricettive, ma non solo. Vediamo insieme a chi spetta il rimborso e come funziona.

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Con il decreto Energia, approvato dal Consiglio dei Ministri in data 18 marzo 2022 e in attesa di essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale, è previsto il rimborso del 50% della seconda rata IMU pagata a dicembre dello scorso anno.

L’agevolazione è dedicata principalmente alle imprese che operano nel settore del turismo. Per conoscere i dettagli della misura è necessario attendere la pubblicazione del decreto Energia in Gazzetta Ufficiale: nel frattemo vediamo chi ha diritto al rimborso, come si potrà utilizzare e con quali requisiti si dovrebbe ottenere l’agevolazione.

Arriva il rimborso dell’IMU 2021

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Il decreto Energia, tra i vari interventi a sostegno di famiglie e imprese, prevede anche il rimborso del 50% della seconda rata IMU pagata a dicembre 2021, misura per la quale sono stati stanziati 15,6 milioni di euro per il 2022.

Secondo la bozza precedente all’approvazione del decreto, il rimborso della seconda rata IMU viene erogato come credito d’imposta da usare esclusivamente in compensazione tramite modello F24. Tale credito d’imposta non concorre alla formazione del reddito ai fini delle imposte sui redditi, né del valore della produzione netta ai fini dell’IRAP.

Rimborso IMU: a chi spetta

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Il rimborso del 50% della seconda rata del saldo IMU 2021, pagata lo scorso dicembre, spetta:

  • alle imprese turistico-ricettive;
  • alle imprese che esercitano attività agrituristica;
  • alle imprese appartenenti al comparto fieristico e congressuale;
  • ai complessi termali e ai parchi tematici, inclusi i parchi acquatici e faunistici.

I proprietari di tali imprese, oltre a dover possedere gli immobili, devono anche essere gestori delle attività esercitate. Per poter accedere all’agevolazione, specifichiamo, le imprese devono aver avuto una riduzione del fatturato o dei corrispettivi nel periodo indicato di almeno il 50% rispetto al corrispondente periodo dell’anno 2019.