IMU 2022: pagamento, scadenze ed esoneri

Luca Paolucci
  • Esperto di: Politica, Economia e Detrazioni Fiscali
07/06/2022

L’IMU è l’imposta dovuta per il possesso di determinate tipologie di immobili, e devono pagarla i proprietari o chiunque sia titolare di un diritto reale di godimento sulla proprietà. Il legislatore ha previsto però dei casi di esonero: vediamoli insieme.

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Come ogni anno, anche nel 2022 è previsto il pagamento dell’IMU da parte dei proprietari o dei titolari di diritti reali di godimento sulle proprietà.

La normativa, tuttavia, esonera dall’adempimento determinare tipologie di immobili. Vediamo nel seguente articolo quali sono le proprietà che non devono pagare l’IMU 2022.

IMU 2022: chi non paga?

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Secondo la normativa attualmente in vigore, sono esonerati dal pagamento dell’IMU 2022 le seguenti tipologie di proprietà:

  • immobili posseduti dallo Stato, dai Comuni e da altri enti pubblici.
  • fabbricati classificati nelle categorie catastali da E/1 a E/9 (come ad esempio stazioni, porti e fari).
  • fabbricati con destinazione a usi culturali;
  • fabbricati destinati all’esercizio del culto e di proprietà della Santa Sede;
  • fabbricati che appartengono a Stati esteri e organizzazioni internazionali per i quali sono in vigore accordi specifici con l’Italia;
  • fabbricati a uso non commerciale destinati ad attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, ricreative, sportive, ecc.;
  • terreni agricoli posseduti e condotti da coltivatori diretti e imprenditori iscritti alla previdenza agricola, ubicati nei comuni delle isole minori e nei
  • territori indicati dalle circolari ministeriali o a immutabile destinazione agrosilvopastorale a proprietà collettiva indivisibile e inusucapibile.

IMU 2022: quando va pagata?

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L’IMU 2022, ricordiamo, si paga in due rate:

  • entro il 16 giugno deve essere versato l’acconto (ai fini del calcolo è possibile avvalersi delle aliquote approvate dal Comune dove risiede l’immobile);
  • il saldo, invece, va pagato entro la scadenza del 16 dicembre. In tal caso, i contribuenti dovranno prendere come riferimento operativo il regolamento pubblicato sul portale dedicato del MEF entro il 28 ottobre. In caso di aumento dei valori, con il saldo bisognerà pagare la quota aggiuntiva eventualmente dovuta a conguaglio.