IMU 2022: scadenze e quando non va pagata

Luca Paolucci
  • Esperto di: Politica, Economia e Detrazioni Fiscali
13/08/2022

L’IMU è l’imposta dovuta ogni anno per il possesso di determinate tipologie di immobili. Sono tenuti a pagare l’IMU i proprietari o chiunque sia titolare di un diritto reale di godimento sulla proprietà. Vediamo nel dettaglio come funziona e chi invece è esonerato dal pagamento.

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L’IMU è l’imposta comunale dovuta ogni anno da chi detiene la proprietà, o altro diritto reale di godimento, su immobili non classificati come abitazione principale.

Vediamo nel seguente articolo quando si paga l’IMU 2022 e i casi in cui invece si è esonerati.

IMU 2022: cos’è e quando si paga

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L’IMU, Imposta Municipale Propria, è il tributo istituito dal governo Monti nel 2011 e si paga a livello comunale sul possesso dei beni immobiliari.
È operativa a decorrere dal gennaio 2012, e fino al 2013 è stata valida anche sull’abitazione principale.

L’IMU 2022 si paga in due rate:

  • entro il 16 giugno deve essere versato l’acconto (ai fini del calcolo è possibile avvalersi delle aliquote approvate dal Comune dove risiede l’immobile);
  • il saldo, invece, va pagato entro la scadenza del 16 dicembre. In tal caso, i contribuenti dovranno prendere come riferimento operativo il regolamento pubblicato sul portale dedicato del MEF entro il 28 ottobre. In caso di aumento dei valori, con il saldo bisognerà pagare la quota aggiuntiva eventualmente dovuta a conguaglio.

IMU 2022: i casi di esonero

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Secondo la normativa attualmente in vigore, sono esonerati dal pagamento dell’IMU 2022 le seguenti tipologie di proprietà:

  • immobili posseduti dallo Stato, dai Comuni e da altri enti pubblici.
  • fabbricati classificati nelle categorie catastali da E/1 a E/9 (come ad esempio stazioni, porti e fari).
  • fabbricati con destinazione a usi culturali;
  • fabbricati destinati all’esercizio del culto e di proprietà della Santa Sede;
  • fabbricati che appartengono a Stati esteri e organizzazioni internazionali per i quali sono in vigore accordi specifici con l’Italia;
  • fabbricati a uso non commerciale destinati ad attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, ricreative, sportive, ecc.;
  • terreni agricoli posseduti e condotti da coltivatori diretti e imprenditori iscritti alla previdenza agricola, ubicati nei comuni delle isole minori e nei
  • territori indicati dalle circolari ministeriali o a immutabile destinazione agrosilvopastorale a proprietà collettiva indivisibile e inusucapibile.