IMU 2023: come cambiano le regole sulle aliquote

Rachele Luttazi
  • Esperta in welfare e bonus
  • Laurea Magistrale in Economia dell'Ambiente e della Cultura
19/01/2023

La nuova Finanziaria ha modificato le regole in merito alle aliquote previste per l’IMU. Vediamo insieme cosa cambia a partire da quest’anno.

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La Legge di Bilancio 2023 è intervenuta anche sulla tassa sugli immobili, conosciuta come IMU, per la quale sono previste non solo nuove esenzioni, ma sono anche state modificate le regole per le aliquote a partire dal 2023.

Infatti, secondo quanto previsto dalla Manovra, se quest’ultime non sono deliberate e pubblicate entro il 14 ottobre dal Comune sul Portale del Federalismo Fiscale, si applicano le aliquote minime stabilite dalla legislazione nazionale.

Vediamo insieme cosa prevede la Manovra per l’IMU.

IMU: le aliquote per il 2023

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Per il 2023, la Legge di Bilancio ha modificato le regole relative ai poteri dei Comuni sull’IMU, per cui hanno un range di discrezionalità sulle aliquote, fermi restano i minimali e i massimali stabiliti per legge.

I Comuni devono stabilire le proprie aliquote con apposita delibera che deve essere pubblicata sul sito del Dipartimento delle Finanze entro il 28 ottobre dello stesso anno, e sul Portale del federalismo fiscale entro il 14 ottobre.

Calcolo acconto e saldo IMU

Fino al 2022, se il Comune non approvava una nuova delibera valeva quella dell’anno precedente, ma secondo quanto previsto dalla Manovra, in assenza di delibera valida, si applicano automaticamente le aliquote minime previste dalla legislazione nazionale.

Per il 2023, invece, visto che in mancanza di delibera l’IMU dovuta non sarà più quella dell’anno precedente, è possibile che cambi anche il meccanismo di calcolo dell’acconto, che potrebbe basarsi sull’aliquota minima nazionale e non su quella dell’anno prima non più valida.

Nuove esenzioni IMU

Nel caso in cui l’immobile sia abusivamente occupato, il proprietario non è tenuto a pagare l’IMU 2023 purché sia stata validamente presentata denuncia all’autorità giudiziaria per occupazione abusiva.

Si tratta di una nuova fattispecie aggiunta alle altre cause di esenzione previste dal comma 759 della legge 160/2019.

Altre esenzioni

Per il 2023 sono state confermate le esenzioni per gli immobili che si trovano nei territori colpiti dai terremoti del 2012 (Emilia Romagna, Lombardi e Veneto) e per quelli successivi al 24 agosto 2016 nell’Italia centrale (Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria).

Infine, nuova disciplina IMU in Friuli Venezia Giulia, dove la tassa sugli immobili diventa ILIA (Imposta Locale Immobiliare Autonoma): per quanto riguarda gli immobili d’impresa, questa nuova imposta – che nella Regione prende il posto dell’IMU – è deducibile ai fini IRPEF e IRES, ma non dall’IRAP. Sostanzialmente, è la stessa regola che si applica all’imposta municipale sugli immobili.