IMU 2023: tutti gli immobili soggetti ad esenzione

Luca Paolucci
  • Laurea in Economia e Management
  • Laureato in Management Internazionale
01/01/2023

La Manovra 2023 introduce una novità importante relativamente ai fabbricati che godono dell’esenzione dal pagamento dell’IMU. Da quest’anno, infatti, entrano a far parte di questa lista anche gli immobili occupati illecitamente da terzi. Vediamo insieme tutti i dettagli a riguardo.

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La Legge di Bilancio approvata pochi giorni fa modifica la lista dei soggetti esentati dal pagamento dell’IMU. Dal 1° gennaio 2023, infatti, non devono pagare la tassa i proprietari di immobili che vedono occuparsi illecitamente da terzi una propria abitazione.

Vediamo insieme cosa cambia con la nuova Manovra.

Esenzione IMU 2023: le novità

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La Legge di Bilancio appena approvata ha aggiornato la normativa in merito all’IMU, l’Imposta Municipale Unica dovuta da chi detiene fabbricati non adibiti ad abitazione principale. La Manovra, infatti, dal 1° gennaio 2023 fa rientrare nella lista degli immobili esenti dal pagamento dell’IMU quelli occupati abusivamente.

L’esenzione, ovviamente, è valida solo per i mesi dell’anno in cui il fabbricato si trova occupato abusivamente, e non è automatica: deve esserci prima una denuncia all’autorità giudiziaria competente, in seguito alla quale è possibile fare domanda di esenzione al Comune in cui si trova il fabbricato.

Al Comune bisognerà poi comunicare anche l’avvenuta cessazione del diritto all’esenzione nel momento in cui l’immobile è liberato dall’occupazione abusiva.

Esenzione IMU 2023: la lista dei fabbricati

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In seguito a quanto disposto dalla Legge di Bilancio 2023 in merito all’IMU, quest’anno soggetti ad esenzione i fabbricati:

  • adibiti ad abitazione principale, purché appartenenti a categoria catastale non di lusso (quindi diversi da A/1, A/8 e A/9). Esenti anche le loro pertinenze, nel limite massimo di tre, ciascuna appartenente a categoria catastale C/2, C/6 e C/7;
  • posseduti dallo Stato, dai Comuni, nonché quelli posseduti, nel proprio territorio, dalle regioni, dalle province, dalle comunità montane, dai consorzi fra detti enti, dagli enti del Servizio Sanitario Nazionale, destinati esclusivamente ai compiti istituzionali;
  • classificati o classificabili nelle categorie catastali da E/1 a E/9;
  • con destinazione ad usi culturali;
  • destinati esclusivamente all’esercizio del culto;
  • di proprietà della Santa Sede;
  • appartenenti agli Stati esteri e alle organizzazioni internazionali per i quali è prevista l’esenzione dall’imposta locale sul reddito dei fabbricati in base ad accordi internazionali resi esecutivi in Italia;
  • posseduti e utilizzati da enti pubblici e privati diversi dalle società, i trust che non hanno per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciale, nonché gli organismi di investimento collettivo del risparmio, e destinati esclusivamente allo svolgimento con modalità non commerciali delle attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, di ricerca scientifica, didattiche, ricettive, culturali, ricreative e sportive, attività di religione o di culto;
  • occupati abusivamente da terzi soggetti.