Imu: entro quando deve essere pagata?

L’Imu è la tassa principale che deve essere pagata da coloro che sono in possesso di un immobile. Per il 2023 la scadenza entro cui dover effettuare il pagamento è stata fissata al 16 Giugno 2023: cosa succede a chi non ha rispettato tale scadenza? Approfondiamo insieme la questione nel seguente articolo.

Tassa, Casa

I contribuenti devono passare alla cassa per effettuare il versamento Imu in due date precise: il 16 giugno per la prima rata (o acconto) ed il 16 dicembre per la seconda rata (o saldo). Ogni pagamento dovrà essere effettuato considerando le aliquote fissate dal Comune di competenza.

Imu: chi sono i soggetti che devono pagarla?

Tassa, Casa

Cosa prevede la legge italiana in merito ai pagamenti dell’Imu? Chi sono i soggetti che devono presentare il pagamento? L’Imu deve essere pagata da tutti i contribuenti residenti nei vari Comuni italiani ad eccezione di quanti siano residenti nella Regione Friuli Venezia Giulia e nelle province autonome di Trento e Bolzano (in questo caso l’imposta da pagare ha un altro nome).

Quali tipi di immobili sono inclusi?

Il pagamento dell’Imu è previsto solamente per alcune categorie di immobili. Si tratta nel dettaglio delle seguenti strutture:

  • fabbricati;
  • aree fabbricabili;
  • terreni agricoli.

Sono tenuti ad effettuare il versamento di questa imposta anche quanti dovessero risultare essere proprietari di un immobile.

Quali sanzioni spettano per il mancato pagamento?

Vediamo ora cosa succede in caso di mancato pagamento dell’Imu, in particolare entro le scadenze prefissate ex lege. Le sanzioni sono solitamente di natura tributaria. sono in vigore le regole del ravvedimento operoso e quelle relative alla modalità di determinazione delle sanzioni.

Quando si applicano le sanzioni ridotte?

Casa

Vi sono dei casi in cui si andranno ad applicare delle sanzioni ridotte. Questo avviene quando l’Imu viene pagata con alcuni giorni di ritardo. Le sanzioni diventeranno le seguenti:

  • del 15% ridotto a 1/15 per giorno di ritardo, se questo non supera i 14 giorni;
  • del 15%, se il ritardo è compreso tra i 15 e i 90 giorni;
  • del 30%, se il ritardo è superiore a novanta giorni (art. 1 co. 774 della Legge n. 160/19).

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