IMU, rimborsi fino al 2017: per chi e come funzionano

Rachele Luttazi
  • Esperta in welfare e bonus
  • Laurea Magistrale in Economia dell'Ambiente e della Cultura
16/01/2023

Una sentenza della Corta costituzionale ha stabilito che i coniugi con doppia residenza che hanno pagato l’Imu dal 2017 ad oggi potranno accedere ai rimborsi. Vediamo insieme chi può accedervi e come funzionano.

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In seguito alla sentenza 209 della Corte costituzionale del 13 ottobre 2022, sono scattati i rimborsi per i coniugi con doppia residenza che hanno pagato l’Imu dal 2017 ad oggi.

La sentenza ha dichiarato illegittimo il provvedimento che nel 2011 limitava l’esenzione Imu solo alla prima casa e ha stabilito che a poter usufruire dell’esenzione IMU prima casa rientrano i coniugi con residenza in abitazioni diverse.

Il cittadino dovrà dimostrare di risiedere e di dimorare abitualmente nell’immobile in esame tramite le bollette delle utenze, o la scelta del medico di base.

Imu rimborsi: a chi spettano

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A poter usufruire dei rimborsi sono i coniugi o gli uniti civilmente che possiedono due diverse abitazioni principali nello stesso comune o in comuni differenti, purché l’abitazione risulti la sede della propria residenza anagrafica e dimora abituale.

Le coppie che rispettano i requisiti richiesti per accedere all’esenzione, ossia quelli residenti in due immobili differenti, devono inoltrare la domanda entro 5 anni a partire da quando è stato eseguito il versamento, oppure da quando è emerso il diritto alla restituzione.

La data a cui fare riferimento è quella in cui è emerso il diritto alla restituzione, ossia lo scorso 13 ottobre 2022.

La nuova norma ha un effetto retroattivo e può essere applicata in casi in cui vi sia un contenzioso pendente. Inoltre, non sarà riconosciuto solo il rimborso dell’Imu ma anche quello degli interessi maturati ogni giorno sulle somme dovute.

Nel caso in cui il comune respinga la domanda o vi sia silenzio da parte dell’ente, il provvedimento di diniego potrà essere impugnato dinanzi al giudice tributario. 

Come dimostrare la doppia residenza

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Per dimostrare la propria dimora è possibile mostrare i consumi effettivi delle utenze di luce acqua e gas, ma anche la scelta del medico di base nel luogo in cui si trova l’immobile, l’iscrizione a scuole o istituti di istruzione nelle vicinanze nel caso di presenza di figli. In merito ai rifiuti, è consigliabile presentare la dichiarazione relativa alla Tari o alla tariffa corrispettiva applicata da alcuni Comuni, quella che si basa sulla quantità effettivamente prodotta.