Incompatibilità nel Regime Forfettario: chiarezze e eccezioni secondo l’Agenzia delle Entrate

Regime forfettario si traduce mel pagare un’imposta sostitutiva (flat tax) consentendoci così di avere meno oneri burocratici, ma, in alcuni casi, subentrano delle cause di incompatibilità che comportano un’esclusione dalla flat tax 

Dichiarazione di successione

Il Regime Forfettario è una forma semplificata di tassazione che offre vantaggi fiscali a molti professionisti e imprenditori in Italia. Tuttavia, è fondamentale comprendere le incompatibilità che possono escludere determinate attività da questo regime. Secondo le indicazioni fornite dall’Agenzia delle Entrate, è necessario prestare attenzione a particolari circostanze che potrebbero rendere l’accesso al Regime Forfettario obbligatorio o non consentito.

Le incompatibilità definite dall’Agenzia delle Entrate

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L’Agenzia delle Entrate ha delineato le incompatibilità che escludono l’applicazione del Regime Forfettario. Secondo queste disposizioni, le seguenti attività risultano incompatibili:

  • Agricoltura, attività connesse e pesca;
  • Produzione di sale e tabacco;
  • Editoria;
  • Commercio di fiammiferi;
  • Vendita di biglietti per il trasporto pubblico e di sosta;
  • Vendita a domicilio;
  • Gestione dei servizi di telefonia pubblica;
  • Agenzie di viaggi e turismo;
  • Agriturismi;
  • Intrattenimenti, giochi e altre attività indicate nel D.P.R. n. 640/1972;
  • Vendita di beni usati, oggetti d’arte, antiquariato o da collezione;
  • Agenzie di vendite all’asta di oggetti d’arte, antiquariato o da collezione.

La circolare chiarisce che l’esercizio di un’attività esclusa a causa di un regime speciale IVA preclude la possibilità di accedere al Regime Forfettario per altre attività, a questo abbiamo un’eccezione per le attività produttive di reddito fondiario. In tali casi, la partecipazione al Regime Forfettario per altre attività di impresa non è preclusa.

Quali sono le eccezioni?

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I soggetti residenti in uno dei Paesi dell’Unione Europea o in uno dei Paesi dell’Accordo sullo Spazio economico europeo sono esclusi da tali limiti. Tuttavia, questa eccezione si applica solo se il Paese di residenza fiscale aderisce agli accordi sullo scambio di informazioni. Per consentire l’accesso al Regime Forfettario a coloro che risiedono in tali Paesi, è richiesta una condizione aggiuntiva:

  • almeno il 75% del reddito deve essere generato in Italia.

Va precisato che il limite di 30.000 euro non si applica nel caso in cui l’attività di lavoro dipendente o assimilato sia cessata entro il 31 dicembre dell’anno precedente a quello in cui si intende accedere al Regime Forfettario.

Non è consentito avviare un’attività d’impresa in regime forfettario e fatturare al proprio ex datore di lavoro. La verifica della prevalenza del rapporto con l’ex datore di lavoro viene effettuata al termine del periodo di imposta.

Infine, i soggetti che hanno svolto un periodo di pratica obbligatoria presso tali datori di lavoro al fine di ottenere l’abilitazione alla professione sono esclusi da questo limite.

Regime Forfettario: reingresso

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È importante sottolineare che, nel caso in cui scompaia la causa di esclusione, è possibile rientrare nel Regime Forfettario. Ad esempio, se un contribuente ha interrotto la sua partecipazione a una società nel corso del 2021, potrà aderire al regime forfettario, sia per un’attività appena costituita sia per un’attività d’impresa già esistente. Allo stesso tempo, per chi è già nel regime forfettario, in caso di esclusione, la fuoriuscita avviene di solito a partire dall’anno successivo.

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