Indennità di accompagnamento 2023: tutti gli aumenti

Rachele Luttazi
  • Esperta in welfare e bonus
  • Laurea Magistrale in Economia dell'Ambiente e della Cultura
20/01/2023

L’indennità di accompagnamento rientra tra le prestazione sociali che nel 2023 sono soggette ad aumento. Tuttavia, a differenza delle pensioni, seguono regole diverse, pertanto anche l’aumento non è il medesimo. Vediamo insieme come cambia l’importo da quest’anno.

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L’aumento dell’inflazione ha determinato la rivalutazione non solo delle pensioni, ma anche di altre prestazioni sociali e dell’indennità di accompagnamento.

Gli assegni pensionistici saranno rivalutati in base al tasso di inflazione, pari al 7,3%, mentre le prestazioni assistenziali saranno soggette a un diverso meccanismo. Vediamo insieme quale.

Indennità di accompagnamento 2023 in aumento

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Anche l’indennità di accompagnamento rientra tra le prestazioni sociali che sono state aggiornate nel 2023, ma non segue il medesimo meccanismo adottato per le pensioni. Infatti, l’importo aumenta da 525,17 a 527,16 euro al mese.

Si tratta di un piccolo ritocco, in quanto a differenza dell’assegno sociale, anch’esso erogato come prestazione assistenziale, l’indennità di accompagnamento non è legata ai redditi, bensì a minorazioni fisiche. Per questo motivo, l’adeguamento economico segue regole diverse e l’aumento è minimo.

Indennità di accompagnamento: come funziona

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L’indennità di accompagnamento è una prestazione economica rivolta ai soggetti mutilati o invalidi totali per i quali è stata accertata l’impossibilità di deambulare senza l’aiuto di un accompagnatore oppure l’incapacità di compiere gli atti quotidiani della vita.

L’indennità viene corrisposta per 12 mensilità a decorrere dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda o, eccezionalmente, dalla data indicata dalle commissioni sanitarie nel verbale di riconoscimento dell’invalidità civile. In caso di ricovero a totale carico dello Stato per un periodo superiore a 29 giorni, il pagamento viene sospeso.

L’indennità di accompagnamento è incompatibile con analoghe prestazioni concesse per invalidità contratte per causa di guerra, di lavoro o di servizio. È compatibile con lo svolgimento di attività lavorativa, dipendente o autonoma, e con la titolarità di una patente speciale, ma anche con l’indennità di comunicazione e l’indennità di accompagnamento per cieco assoluto purché siano state concesse per distinte minorazioni, ognuna relativa a differenti status di invalidità.