Indennità di maternità: Cos’è l’istanza di autotutela?

Mattia Anastasi
  • Dott. in Economia Aziendale con curriculum Manageriale
16/11/2021

L’Agenzia delle Entrate è stata chiamata a rispondere ad un interpello riguardo all’indennità di maternità: ci si interroga se questa dovesse essere calcolata ai fini di ottenimento del fondo perduto per le partite IVA. Analizziamo la questione.

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Il decreto Sostegni bis ha previsto una serie di aiuti a fondo perduto per le partite IVA: ma ci si interroga se le somme ottenute come indennità di maternità debbano essere considerate nel calcolo finale. I titolari di partita IVA in regime forfettario hanno interpellato l’Agenzia delle Entrate a riguardo, che ha prontamente fornito risposta con l’interpello n. 777 pubblicato l’11 novembre 2021.

Scopriamo il contenuto della risposta.

Partite IVA: vanno considerate le indennità di maternità

Gravidanza

Nel rispondere ad un interpello posto da un’avvocatessa, l’Agenzia delle Entrate ha citato le seguenti precedenti circolari:

  • la numero 15/E del 13 giugno 2020;
  • la numero 22/E del 21 luglio 2020;
  • la numero 25/E del 20 agosto 2020;
  • la numero 5/E del 14 maggio 2021.

In particolare, dall’ultima si comprende che: “L’indennità di maternità non costituisce ricavo o compenso come previsto dall’art. 68, comma 2, del D.lgs. 26 marzo del 2001, n. 151, secondo cui tale indennità «è corrisposta all’80% del salario minimo giornaliero stabilito dall’art. 1 del decreto-legge 29 luglio 1981, n. 402, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 settembre 1981, n. 537, nella misura risultante, per la qualifica di impiegato, dalla Tabella A e dai successivi decreti ministeriali di cui al 2° comma del medesimo art. 1”.

Dunque le somme ricevute come indennità da maternità, non sono da includere nel calcolo per accedere al fondo perduto.

Cos’è l’istanza di autotutela?

AGENZIA DELLE ENTRATE

Al termine della risposta, l’Agenzia delle Entrate ha enucleato un nuovo sistema in caso di rigetto della domanda: l’istanza di autotutela. Tale istituto viene utilizzato anche per richiedere una revisione della domanda, qualora l’importo erogato risulti di entità minore a quanto calcolato.

L’Agenzia delle Entrate ha reso note le istruzioni per richiedere l’istanza di autotutela e si validano in due casi:

  • il primo riguarda i titolari di partita IVA che, hanno ricevuto una somma inferiore a quella effettivamente spettante;
  • il secondo caso riguarda le partite IVA che hanno presentato domanda a ridosso della scadenza, con la conseguente impossibilità nel correggere l’errore.