Inflazione: a Dicembre picco dell’11,6%

Mattia Anastasi
  • Dott. in Economia Aziendale con curriculum Manageriale
06/01/2023

Non si ferma l’inflazione, che solo nel mese di Dicembre ha raggiunto un nuovo picco massimo da Marzo 2022. Nel mese noto per la propensione all’acquisto dei contribuenti, la crescita dei prezzi si è attesta a all’11,6% rispetto all’anno precedente. Si tratta dell’aumento più alto dal 1985. Approfondiamo insieme la questione nel seguente articolo.

Spesa

Aumenta ancora l’indice inflattivo in Italia. Stando alle stime Istat sul mese di Dicembre 2022, i prezzi sono aumentati dello 0,3% su base mensile e dell’11,6% su base annua (da +11,8% del mese precedente). In media, nel 2022 i prezzi al consumo hanno registrato, secondo l’Istat, una crescita pari al +8,1% (+1,9% nel 2021).

Come dichiarato dall’Istat stessa si tratta dell’aumento più alto dei prezzi dal 1985. 

Inflazione: cala il risparmio tra le famiglie

Soldi

Uno degli effetti dell’inflazione è stato quello di far diminuire di gran lunga il risparmio delle famiglie italiane. Solo nel terzo trimestre 2022, spiega l’istituto, il reddito delle famiglie consumatrici è aumentato in termini nominali dell’1,9% rispetto al trimestre precedente, mentre i consumi finali sono cresciuti del 4,1%. La propensione al risparmio è dunque prevista in calo del 7,1%.

In addizione, va anche considerata la diminuzione del potere d’acquisto delle famiglie, sempre a causa dell’inflazione. Lieve consolazione è l’aumento dello 0,3% del potere d’acquisto rispetto a Novembre 2022.

Inflazione: aumenti per i prodotti alimentari

Supermercato

Come di consueto, a soffrire particolarmente l‘aumento dell’inflazione sono stati i prodotti alimentari. L’ingresso nel 2023 ha portato i nuovi listini dei beni del largo consumo confezionato (Lcc) con aumenti anche a doppia cifra. Agli aumenti di prezzo degli alimenti, si deve unire anche l’aumento del gasolio per i trasporti, che inciderà sui prezzi.

In questo modo non è da escludere che anche nei prossimi mesi si assisterà a un calo dei volumi di vendita dei prodotti alimentari, nell’ordine di qualche decino di punto, a cui si associa l’effetto di riduzione della qualità dei prodotti scelti.