Inflazione: calano i consumi al dettaglio

Mattia Anastasi
  • Dott. in Economia Aziendale con curriculum Manageriale
04/08/2022

La crescente inflazione degli ultimi mesi sta avendo effetti molto importanti sul commercio al dettaglio. L’Ista ha annunciato che nel solo mese di Giugno i consumi sono calati dell’1,1%: tale andamento trova giustificazione con il valore dei prezzi. Vediamo quali beni sono aumentati di più di valore e cosa succederà.

Supermercati

Negli ultimi mesi si è assistito ad un rincaro dei prezzi come da tanto non si vedeva, in gran parte correlato alla situazione Ucraina. Il prezzo dei carburanti e del gas è stato la causa scatenante, facendo aumentare i prezzi di produzione e di trasporto. Si calcola che di media i prezzi sono saliti di circa il 10% per alcuni beni alimentari.

Approfondiamo la questione analizzando quali sono aumentati di più.

Inflazione: qual è l’effetto sui beni al consumo?

meraville-negozi-foto-coop

Vediamo qual è stato l’effetto dell’inflazione sui beni al consumo, sia alimentari che non. I beni non alimentari per Giugno 2022 hanno fatto risultare un calo dello -0,8% in valore e -3,3% in volume. Quelli alimentari invece sono aumentati n valore, di circa il 4,5%, mentre sono diminuiti in volume per il 4,4%. Tali andamenti sono assimilabili all’andamento dell’inflazione, che si pone su livelli molto alti.

Ad aumentare di prezzo in maniera forte sono anche gli elettrodomestici, le radio, le Tv e i registratori, facendo segnare un calo delle vendite pari all’8,3%. Calano anche le vendite di apparecchi informatici, telecomunicazioni e telefonia, calo del 7,5%.

Allarme Coldiretti: aumentano le spese per acquistare meno prodotti

Negozi

Un ulteriore allarme relativo all’inflazione è stato lanciato da Coldiretti, che analizzando l’andamento del primo semestre 2022 ha evidenziato un aumento della spesa ma una diminuzione dei beni acquistati. Questo è uno dei segnali meno incoraggianti che deriva dall’aumento dei prezzi. Un consumatore si ritrova rincari medi per prodotti freschi e semilavorati, pari al 9,6%.

Tali dati sono stati confrontati con i prezzi fissati al Giugno 2021, quando l’inflazione non era ancora presente. Coldiretti stima che l’aumento dei prezzi costerà alle famiglie quasi nove miliardi di euro solamente nel 2022.