Inflazione: il conflitto Ucraina-Russia peggiora la situazione

Mattia Anastasi
  • Dott. in Economia Aziendale con curriculum Manageriale
01/03/2022

Di solito uno shock rilevante, sia economico che politico, ma anche di altra natura, può modificare radicalmente la percezione degli individui riguardo alla realtà che li circonda. E’ questo il caso dell’inflazione: dopo lo scoppio della guerra in Ucraina infatti in molti hanno percepito l’aumento dei prezzi molto di più di quanto realmente accaduto.

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I periodi di alta tensione influiscono moltissimo sulla percezione della realtà da parte dei cittadini. A volta basta uno shock, o un evento molto rilevante a livello politico o economico, a modificare la percezione della realtà e il modo di vedere le cose.

L’Istat ha di recente effettuato la propria indagine sull’aumento dei prezzi, incrociandola con interviste ai cittadini relative alla percezione dell’aumento dei prezzi. I risultati sono molto interessanti: scopriamoli insieme!

Inflazione: cresce l’ansia dei consumatori

energia verde vento eolica

Vuoi per il periodo storico da cui, si spera, stiamo uscendo, vuoi per l’attuale situazione bellica causata dalla Russia, la percezione dell’aumento dei prezzi degli italiani è cambiata. Lo dimostra l’Istat, andando ad incrociare i valori reali della crescita inflattiva con la percezione dei consumatori: l’aumento effettivo per Gennaio è stato del 4,6%, mentre la percezione si aggira attorno al 6,4%.

La differenza è rilevante, aumentata sicuramente dalla crisi in Ucraina, che fa aumentare le aspettative di prezzo per determinati beni, su tutti i carburanti e le bollette.

Inflazione: il dettaglio dei dati Istat

Energia

Vediamo nel dettaglio i dati diffusi dall’Istat per quanto riguarda l’inflazione e il collegamento con la guerra in Ucraina. Degli intervistati, circa l’86% è convinto che si andrò a generare una crisi sui prezzi dell’energia, molto simile a quella riscontrata negli anni 70.

Il 67% pensa che gli effetti di tali tensioni nell’Est Europa, avranno delle ripercussioni rilevanti da qui a 1/2 anni. Solo il 23% degli intervistati è convinto che gli effetti avranno un impatto solo nel breve periodo. La conclusione più rilevante che si può trarre è che i consumatori sono fortemente scossi dalla combinazione della pandemia e dal rischio di un conflitto di potenziale caratura mondiale, tanto da percepire tali fattori come catastrofici per l’economia e per i propri portafogli.