Inflazione: quali negozi hanno aumentato i prezzi?

Durante il periodo pasquale, ci sono stati degli esercenti che hanno deciso di aumentare i prezzi dei propri prodotti: di chi si tratta? Vediamo nel seguente articolo quali sono i negozi che hanno risentito di più dell’inflazione nel periodo pasquale.

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Il rincaro dei prezzi è un fenomeno che ancora oggi desta preoccupazione tra gli addetti ai lavori, in quanto sono molti gli esercenti che tendono ad aumentare i prezzi. Tale fenomeno, quello dell’aumento esorbitante dei costi, che dipende strettamente dall’andamento dell’inflazione, che continua a crescere ad un ritmo mai visto prima nella storia recente del nostro Paese.

Inflazione: prezzi in aumento a Pasqua

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Nel periodo pasquale sono stati molti i negozianti che hanno deciso di aumentare i prezzi dei prodotti venduti. Questo per difendersi dall’inflazione ma anche come risposta all’aumento del costo di materie prime ed energia. Aumentare i prezzi è dunque l’unica difesa disponibile, ma questa scelta non sempre paga.

Prezzi: aumenti nelle festività

Non è un caso che i prezzi vadano a gonfiarsi particolarmente durante le giornate festive: questo in quanto le persone hanno una differente propensione all’acquisto, che le rende più facili “vittime” dei prezzi elevati. Per gli esercenti si tratta di una ghiotta occasione per vendere moti prodotti e fare cassa.

Confcommercio: aumentano prezzi al dettaglio e all’ingrosso

Ad aumentare sono sia i prezzi al dettaglio che all’ingrosso, a differenza di quanto si possa pensare in prima battuta. Non è solo il venditore finale che ha deciso di aumentare il prezzo della merce, ma è anche chi vende all’ingrosso che ha deciso di portare avanti una politica rialzista.

Cosa ne pensano gli imprenditori?

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Vediamo un riassunto di come la pensano gli imprenditori a riguardo:

  • il 27,6% degli imprenditori dichiara di non voler aumentare i costi dei prodotti in vendita nonostante tutto;
  • il 21,6% sostiene di aver incrementato il valore dei cartellini, ma di averlo fatto in maniera molto inferiore rispetto a quanto avrebbe dovuto (per non rischiare di perdere la clientela);
  • il 22,8% ammette di aver seguito la crescita dell’inflazione in maniera proporzionale, applicando i rincari in maniera congrua.
  • il restante 28% preferisce non specificare la risposta, anche sono in molti a sostenere che “l’aumento dei prezzi risulta inevitabile per riuscire a sopravvivere“.

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