ISEE 2023: fino a quando si può richiedere gratuitamente al CAF?

L’ISEE è richiesto per poter beneficiare di diverse prestazioni sociali e assistenziali, tra cui l’assegno unico per i figli a carico, il reddito di cittadinanza e le nuove misure che lo sostituiranno. Vediamo insieme come funziona il servizio offerto dal CAF., nella quale si riportano i dati reddituali e patrimoniali dei membri del nucleo familiare.

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L‘ISEE è un requisito fondamentale per accedere a diverse prestazioni sociali e assistenziali in Italia. Questo indicatore valuta lo stato economico di un nucleo familiare, determinando se la famiglia è considerata ricca o in difficoltà economica dallo Stato. Per ottenere l’ISEE, è necessario presentare una Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU).

Presentazione della DSU

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Per ottenere l’ISEE, è necessario compilare e presentare una DSU, nella quale si indicano i dati reddituali e patrimoniali dei membri del nucleo familiare. È importante che tali dati si riferiscano a due anni precedenti, mentre il nucleo familiare da indicare è quello attuale.

Ruolo del CAF e dell’INPS

La DSU può essere presentata al CAF (Centro di Assistenza Fiscale), che si occupa di elaborare l’ISEE e rilasciare l’attestazione corrispondente. Tuttavia, è l’INPS (Istituto Nazionale della Previdenza Sociale) l’ente competente per l’ISEE. Dopo aver presentato la DSU al CAF, sarà necessario attendere il rilascio dell’attestazione ISEE da parte dell’INPS, che può richiedere fino a 10 giorni lavorativi.

ISEE precompilato

Come alternativa alla presentazione della DSU al CAF, è possibile utilizzare l’ISEE precompilato, disponibile sul sito dell’INPS. Accedendo con le adeguate credenziali (SPID, CIE o CNS), è possibile compilare l’ISEE in modo semplificato e gratuito direttamente online.

Gratuità del servizio

Il servizio per il calcolo dell’ISEE e il rilascio dell’attestazione è completamente gratuito per il contribuente. Ciò significa che non sono richiesti pagamenti al CAF o all’INPS per l’elaborazione dell’ISEE. L’attività dei CAF è invece remunerata direttamente dallo Stato attraverso i finanziamenti stanziati di anno in anno, confermati per il 2023 dal Decreto Lavoro.

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