Era nell’aria e nella giornata di ieri la Camera ha dato il via libera ufficiale alla riforma degli istituti ITS. Questi sono infatti da considerare come dei veri e propri fiori all’occhiello del settore industriale italiano. Riformarli e rafforzarli è dunque un investimento per il futuro.
C’è grande entusiasmo per il passaggio definitivo alla Camera delle riforma degli istituti ITS. Nella giornata di ieri l’aula è stata infatti chiamata ad esprimersi circa la possibilità di una riforma del sistema, prevedendone però un rafforzamento dato il grande successo e la grande utilità nel mondo del lavoro in Italia.
Il Ministro Bianchi ha così commentato: “Cominciamo insieme una nuova fase per dare al Paese una formazione migliore”.
ITS: quanto sono utili per raggiungere gli obiettivi del PNRR?
Oltre alla già nota utilità degli ITS per quanto riguarda il tessuto lavorativo industriale italiano, questi istituti possono essere la porta per il raggiungimento di nuovi obiettivi fissati dal PNRR in tema di lavoro. Il testo varato dalla Camera dei Deputati ha come obiettivo quello di riorganizzare il sistema degli istituti tecnici superiori.
Per riformare il sistema saranno messi a disposizione ben 1,5 miliardi di euro, che arriveranno tra il 2022 e il 2026. Lo scopo principale è quello di aumentare il numero degli iscritti e avvicinarsi sempre di più alla creazione di una vera e propria ITS Academy.
ITS: cosa cambia con la riforma?
Vediamo ora cosa andrà a cambiare con la riforma del sistema degli ITS. La novità principale riguarderà un nuovo sistema di accreditamento iniziale e periodico degli ITS quale condizione per l’accesso al finanziamento pubblico, la revisione delle aree tecnologiche nelle quali operano gli ITS e la ridefinizione della governance degli istituti.
Si presterà dunque sempre maggior attenzione alla scelta dei docenti che dovranno avere ottima esperienza del settore e dovranno però anche essere in grado di trasmettere i valori corretti agli studenti.




