La nuova rottamazione quinquies: regole e vantaggi da sfruttare

Arriva una nuova opportunità per chi ha debiti con l’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Il 2026 porterà una nuova rottamazione delle cartelle, la cosiddetta rottamazione quinquies, che consentirà di dilazionare i pagamenti fino a 108 rate mensili (9 anni) con importanti sconti su sanzioni e interessi. Per chi invece non potrà accedere alla definizione agevolata, resterà disponibile la rateizzazione ordinaria, fino a 120 rate mensili, ma con interessi applicati. Una doppia via per chi vuole chiudere i conti con il fisco e regolarizzare la propria posizione, evitando pignoramenti e fermi amministrativi.

Il tema delle cartelle esattoriali è tra i più sentiti da chi ha accumulato debiti con lo Stato. Ogni anno migliaia di cittadini si trovano a gestire richieste di pagamento che, se non affrontate tempestivamente, possono portare a pignoramenti, fermi dei veicoli o addirittura ipoteche sugli immobili. Con la nuova manovra, il Governo introduce una soluzione più flessibile per consentire ai contribuenti di mettersi in regola senza subire conseguenze gravi, attraverso una rottamazione selettiva e una rateizzazione più accessibile.

La nuova rottamazione quinquies: come funziona

La rottamazione quinquies rappresenta una vera evoluzione rispetto alle precedenti versioni. L’obiettivo è offrire ai cittadini la possibilità di estinzione agevolata dei debiti iscritti a ruolo fino al 31 dicembre 2023, riducendo le sanzioni e gli interessi di mora.

Con questa formula, il debito potrà essere ripagato in 108 rate mensili, equivalenti a 9 anni, un periodo più ampio rispetto alle precedenti sanatorie che prevedevano pagamenti trimestrali e tempi ridotti.

Un’altra novità riguarda la decadenza dai benefici: mentre con la rottamazione quater bastava saltare una sola rata per perdere l’agevolazione, con la nuova versione si decade solo dopo otto rate non pagate, anche non consecutive. Questo rende il sistema più tollerante verso chi incontra temporanee difficoltà economiche.

Chi può aderire alla nuova rottamazione

Possono accedere alla rottamazione quinquies tutti i contribuenti con debiti iscritti a ruolo fino al 31 dicembre 2023. Restano esclusi, quindi, i carichi più recenti, cioè quelli successivi al 1° gennaio 2024, che potranno invece essere gestiti attraverso la rateizzazione ordinaria.

I vantaggi della nuova misura sono evidenti:

  • Sconto integrale di sanzioni e interessi di mora;
  • Abolizione dei diritti di riscossione;
  • Piano di pagamento mensile;
  • Maggiore flessibilità nel rispetto delle scadenze.

In sostanza, chi sceglie la rottamazione paga solo la somma originaria del debito, spalmata su nove anni, senza ulteriori aggravi.

Rateizzazione ordinaria: l’alternativa con interessi

Chi non può o non vuole aderire alla rottamazione può optare per la rateizzazione ordinaria. Si tratta di uno strumento previsto dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione che consente di dilazionare i pagamenti fino a 120 rate mensili, cioè 10 anni.

A differenza della rottamazione, in questo caso non sono previsti sconti, ma vengono applicati interessi di dilazione. Per ottenere il piano decennale è necessario dimostrare la propria temporanea difficoltà economica o patrimoniale, documentando la situazione con redditi e indicatori patrimoniali.

La rata minima resta fissata a 50 euro mensili, rendendo possibile la regolarizzazione anche per chi ha importi contenuti.

Differenze principali tra rottamazione e rateizzazione

Le due formule condividono l’obiettivo di aiutare i contribuenti a rientrare dai debiti, ma differiscono per natura e vantaggi.

  • La rottamazione prevede sconti su sanzioni e interessi, non applica ulteriori aggravi e offre piani di 9 anni.
  • La rateizzazione ordinaria, invece, mantiene l’intero importo originario con l’aggiunta di interessi di dilazione, ma si può estendere fino a 10 anni.

Chi ha cartelle esattoriali di periodi diversi può anche combinare le due soluzioni: utilizzare la rottamazione per i debiti fino al 31 dicembre 2023 e la rateizzazione per le cartelle successive.

Quando è possibile combinare rottamazione e rateizzazione

Un contribuente con cartelle miste (alcune anteriori e altre successive al 2023) può presentare due richieste distinte:

  1. Una domanda di rottamazione quinquies per i carichi più vecchi;
  2. Una domanda di rateizzazione ordinaria per quelli più recenti.

In questo modo, sarà possibile chiudere tutte le pendenze in modo graduale, sfruttando i benefici di entrambe le formule. L’importante è verificare con attenzione quali debiti rientrano nel perimetro della rottamazione, poiché eventuali crediti ancora non affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione non potranno essere inclusi.

Attenzione ai debiti non affidati al concessionario

Un aspetto spesso trascurato riguarda la distinzione tra debiti già affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione e quelli che ancora restano in gestione agli enti originari (ad esempio, INPS, Comuni o altri uffici pubblici).

Solo i carichi presenti nell’estratto di ruolo al momento della domanda potranno essere inclusi nella sanatoria o nella rateizzazione. Tutti gli altri dovranno essere regolati separatamente, anche se riferiti allo stesso contribuente.

Consigli dell’esperto

Per chi intende aderire alla nuova rottamazione delle cartelle, il consiglio è di verificare subito la propria posizione fiscale accedendo all’area riservata del portale dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione. È utile scaricare l’estratto di ruolo aggiornato per individuare i debiti inclusi e pianificare la domanda in tempo utile.

Chi invece prevede di avere nuove cartelle nel 2024 o 2025, può già valutare una rateizzazione ordinaria, dimostrando le proprie difficoltà economiche per ottenere il massimo numero di rate.

Infine, è sempre consigliato non attendere l’ultimo momento: la rottamazione quinquies sarà attiva solo per i debiti fino al 2023, e il mancato rispetto delle scadenze può comportare la decadenza dai benefici e il ritorno all’importo pieno, con sanzioni e interessi.