L’Agenzia delle Entrate controlla i redditi del 2020: cosa fare se arriva una contestazione

Nel contesto fiscale italiano, l’anno 2024 segna un punto di svolta con l’avvio di una campagna di verifica da parte dell’Agenzia delle Entrate riguardante le dichiarazioni dei redditi relative al 2020. Questa iniziativa mira a identificare e correggere eventuali discrepanze o omissioni, dando vita a un processo di conformità proattivo.

Controlli dell’Agenzia delle Entrate

L’Agenzia delle Entrate ha intensificato l’emissione di comunicazioni di conformità ai contribuenti. Queste lettere rappresentano un invito a regolarizzare autonomamente la propria situazione fiscale attraverso la presentazione di una dichiarazione integrativa e il versamento di una sanzione ridotta, nel quadro di un meccanismo noto come ravvedimento operoso.

Controlli sui redditi e affitti del 2020

Il fulcro dei controlli si concentra sui redditi da lavoro dipendente, autonomo e simili, insieme ai dati riguardanti affitti non dichiarati o parzialmente omessi. L’intento è di rilevare qualsiasi incongruenza tra le informazioni fornite dai contribuenti e quelle presenti nelle banche dati dell’Anagrafe Tributaria.

Come procedere in caso di discrepanze

I contribuenti interessati da queste verifiche possono accedere al proprio Cassetto Fiscale per esaminare nel dettaglio le contestazioni sollevate e, se necessario, procedere con la regolarizzazione. Esistono due percorsi:

  1. Regolarizzazione tramite ravvedimento operoso: Per correggere errori o omissioni prima dell’avvio delle attività di accertamento ufficiale, beneficiando di una sanzione ridotta.
  2. Contestazione delle discrepanze: Qualora si ritenga che le contestazioni siano infondate, è possibile fornire all’Agenzia delle Entrate documentazione a supporto della propria posizione.

Dichiarazione integrativa e sanzione ridotta

Per alcuni tipi di reddito, i contribuenti troveranno nel Cassetto Fiscale una dichiarazione dei redditi integrativa precompilata, che facilita la correzione delle somme non dichiarate per il 2020. La regolarizzazione comporta il versamento di un’imposta aggiuntiva sui redditi dichiarati e una sanzione, che grazie al ravvedimento operoso, si attesta al 15% anziché al 90% ordinario.

Implicazioni per la mancata dichiarazione di affitti

La mancata dichiarazione di affitti, soprattutto in contesti di cedolare secca, porta a sanzioni maggiorate. Nel caso di omissione, la sanzione ordinaria può raggiungere il 240% dell’imposta dovuta, mentre per dichiarazioni infedeli la sanzione è pari al 180%.

Riassumendo

  • Avvio controlli: verifiche sulle dichiarazioni dei redditi 2020 da parte dell’Agenzia delle Entrate.
  • Lettere di compliance: inviti alla regolarizzazione per incongruenze su redditi e affitti.
  • Procedura di verifica: accesso al Cassetto Fiscale per analizzare le contestazioni.
  • Percorsi di regolarizzazione:
    • Ravvedimento operoso per beneficiare di sanzioni ridotte.
    • Fornitura di documentazione per contestare le discrepanze.
  • Impatto delle sanzioni: sanzioni ridotte attraverso il ravvedimento operoso, con particolare attenzione ai casi di affitti non dichiarati.