Lavoratori dipendenti: entro quando va pagato lo stipendio?

Lavoratore dipendente: entro quando va pagato lo stipendio? La normativa attuale obbliga i datori di lavoro a rispettare alcune importanti norme legate alle tempistiche e alle modalità di erogazione della retribuzione mensile. Vediamo insieme tutti i dettagli.

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Secondo la normativa attualmente in vigore, il datore di lavoro, o il committente, è obbligato a liquidare lo stipendio al proprio lavoratore dipendente entro una determinata scadenza e secondo la modalità pattuita tra le parti al momento della stipula del contratto.

Vediamo nel seguente articolo tutti i dettagli a riguardo.

Dipendenti: quando e come pagare lo stipendio

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Solitamente, gli stipendi ai lavoratori dipendenti vengono calcolati con riferimento al singolo mese di prestazione lavorativa, con la retribuzione che viene liquidata una volta concluso il mese di competenza della retribuzione stessa.

Stipendi dipendenti: le date

A prescindere dal meccanismo di calcolo prescelto in sede di contrattazione, la corresponsione dello stipendio può avvenire:

  • gli ultimi giorni del mese di competenza della retribuzione;
  • nei primi 15 giorni del mese successivo a quello di competenza, in modo tale da determinare i contributi da versare all’INPS e la tassazione IRPEF da corrispondere entrambi entro il 16 di ogni mese.

Stipendi dipendenti: i metodi di pagamento

Per quanto riguarda i metodi di pagamento dello stipendio al lavoratore dipendente, vige l’obbligo per datori di lavoro e committenti di corrispondere la retribuzione, attraverso una banca o un ufficio postale, esclusivamente con uno dei seguenti mezzi:

  • bonifico sul conto corrente o postale indicato dal lavoratore al momento della sottoscrizione del contratto;
  • tramite strumenti di pagamento elettronico;
  • in contanti presso lo sportello bancario o postale dove i datori di lavoro o committenti hanno aperto un conto corrente di tesoreria con mandato di pagamento;
  • con assegno o vaglia postale, consegnato direttamente al lavoratore o, in caso di suo comprovato impedimento, ad un soggetto da lui delegato.

La norma vieta espressamente a datori di lavoro e committenti di corrispondere la retribuzione per mezzo di denaro contante direttamente al lavoratore, qualunque sia la tipologia del rapporto di lavoro instaurato. La violazione di tale norma espone il datore di lavoro o committente da una sanzione pecuniaria amministrativa da 1.000 a 5.000 euro.

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