Lavoratori fragili: l’INPS proroga le tutele

Le tutele rivolte alla categoria dei lavoratori fragili, in particolare in tempi di pandemia, sono state sempre crescenti. L’INPS ha prorogato il periodo di validità dell’equiparazione dell’assenza dal lavoro, per evitare di contrarre il virus, al pari della malattia: vediamo cosa significa.

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Arrivano buone notizie per la categoria dei lavoratori fragili: le tutele previdenziali previste dall’art 26 del decreto Cura Italia, in vigore dal 2020, sono state prorogate fino al 31 Marzo 2022. L’INPS ha fornito le istruzioni tramite il messaggio numero 1126 dell’11 Marzo 2022.

L’oggetto della proroga è la tutela previdenziale prevista per i lavoratori fragili, che possono assentarsi dal lavoro per no contrarre il virus, considerando tale periodo come malattia.

Lavoratori fragili: prorogate le tutele fino al 31 Marzo

ROMA DESERTA

E’ dunque ufficiale la proroga dell’assistenza previdenziale prevista per la categoria dei lavoratori fragili. Questi infatti godranno delle tutele disposte dal decreto Cura Italia fino al 31 Marzo 2022. Si ricorda che in tale articolo è previsto che:

  •  i lavoratori fragili possono svolgere in modalità agile dell’attività lavorativa;
  • il comma 2 dello stesso articolo equipara il periodo di assenza dal servizio a ricovero ospedaliero con conseguente erogazione della prestazione economica.

Le tutele previdenziali di categoria per i lavoratori fragili, verranno allargate, avendo durata dal 1° Gennaio 2022 al 31 Marzo del 2022. Vediamo ora quali sono le istruzioni fornite dall’INPS in tal senso.

Proroga tutele lavoratori fragili: le istruzioni dell’INPS

INPS

L’istituto Nazionale di Previdenza Sociale, si è impegnato a diffondere le istruzioni circa il rinnovo delle tutele previdenziali per la categoria dei lavoratori fragili. Nel dettaglio viene specificato che queste sono state fornite agli uffici dei Medici Legali preposti in ogni Regione.

Questi, prosegue l’INPS, sono tenuti a continuare con il trattamento dei dati utilizzato fino ad ora. I lavoratori del settore privato infatti, dovranno trasmettere i certificati idonei per la somministrazione delle tutele. Per gli operatori amministrativi, l’INPS rende inoltre noto che si dovrà procedere all’acquisizione manuale dei certificati cartacei ricevuti.

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