Lavori socialmente utili: i nuovi importi

Mattia Anastasi
  • Dott. in Economia Aziendale con curriculum Manageriale
18/02/2022

Il 2022 è un anno molto importante per i bonus e le agevolazioni, con molte di queste che sono state confermate e rappresentano ormai un caposaldo del welfare. Hanno subito aumenti anche gli assegni per chi effettua lavori socialmente utili: approfondiamo la questione insieme.

ROMA DESERTA

La categoria dei lavoratori che svolgono lavori socialmente utili, subirà un incremento degli assegni spettanti per molteplici ragioni. In primis ricordiamo che rientrano nella definizione coloro che “realizzano opere e forniscono servizi di utilità collettiva”.

Per costoro l’INPS prevede l’erogazione di un assegno ad hoc, sotto forma di sussidio, dall’importo fisso. Nel 2022 però le somme saranno più elevate: scopriamo perché e di quanto.

Lavori socialmente utili: ecco chi può effettuarli

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I lavori socialmente utili possono essere effettuati da una certa categoria di soggetti, che possono appunto essere chiamati a svolgere tali mansioni di pubblica utilità. La scelta ricade sulle persone che percepiscono:

  • cassa integrazione guadagni, vale sia per la straordinaria che per l’ordinaria;
  • prestazioni erogate dal FIS (Fondo d’integrazione salariale);
  • contratti di solidarietà;
  • fondi di solidarietà.

In aggiunta a tali categorie, vi è inoltre la categoria degli over 60 che però non hanno ancora maturato i requisiti per richiedere la pensione. Come detto, le somme nel 2022 saranno più elevate: vediamo di quanto e per quale ragione.

Lavori socialmente utili: ecco i nuovi importi

Lavoro, Triste

Ai lavoratori che svolgono attività socialmente utili viene erogato dall’INPS un relativo assegno, detto ASU, su disposizioni del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Ma questo spetta solo nel caso in cui il lavoratore abbia svolto almeno 20 ore di lavoro a settimana, con un massimo di 8 ore lavorative al giorno.

L’importo minimo mensile spettante è di 607,25 euro, tale cifra però può essere modificata in base alle ore lavorative eccedenti le 20 settimanali. Nel 2022 tale importo risulta essere superiore in quanto comprensivo dell’aggiustamento per l’inflazione, simile a quanto accade per il sistema pensionistico.