Lavoro agile contro il caldo: in arrivo una possibile estensione dello smartworking

Per tutelare i lavoratori, in caso di temperature eccessive, il Governo sta valutando lo smart working emergenziale. Il lavoro agile contro il caldo è una delle misure indicate dalla ministra del Lavoro, Marina Calderone, nel tavolo di confronto con le parti sociali.

Lavoro agile contro il caldo: in arrivo una possibile estensione dello smartworking

Il Governo sta valutando l’adozione dello smart working emergenziale come misura per affrontare le temperature estreme e tutelare i lavoratori. La ministra del Lavoro e delle Politiche sociali, Marina Calderone, ha reso noto che l’estensione dello smart working è al centro delle discussioni durante il tavolo di confronto tra Esecutivo e parti sociali, avvenuto il 20 luglio 2023. La flessibilità lavorativa potrebbe essere un importante strumento per limitare i rischi legati al caldo e garantire la sicurezza dei lavoratori.

Smart working: lavoro agile a tutela dei lavoratori

Lavoro agile contro il caldo: in arrivo una possibile estensione dello smartworking

La proposta di estendere lo smart working emergenziale è stata avanzata dalla ministra Calderone durante il confronto con le parti sociali. Attualmente, lo smart working è stato prorogato fino alla fine dell’anno per i dipendenti del settore privato in situazioni di fragilità o con figli di età inferiore a 14 anni. Per i dipendenti pubblici, la proroga è prevista fino al 30 settembre. Tuttavia, per rendere possibile l’estensione, sarà necessario individuare uno strumento di legge appropriato.

Apertura agli accordi aziendali

Lavoro agile contro il caldo: in arrivo una possibile estensione dello smartworking

Il Governo si è mostrato aperto a considerare accordi aziendali per regolare l’applicazione dello smart working. Questo permetterebbe di semplificare le procedure di comunicazione da parte delle aziende e dei datori di lavoro. Se fossero adottate le stesse procedure previste durante il periodo della pandemia da COVID-19, l’invio di una comunicazione al Ministero del Lavoro sarebbe sufficiente per attivare lo smart working, senza la necessità di un accordo individuale preventivo.

Gestione Integrata degli Interventi contro il Caldo

Lavoro agile contro il caldo: in arrivo una possibile estensione dello smartworking

Oltre alla valutazione riguardo allo smart working, il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali sta lavorando su un protocollo congiunto con le parti sociali per gestire in modo integrato gli interventi contro il caldo. Al tavolo di confronto sono presenti anche il Ministero della Salute, l’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL), l’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS), l’Istituto Nazionale Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro (INAIL), oltre alle associazioni di categoria dei datori di lavoro e i sindacati.

Cassa Integrazione per Emergenza Caldo

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In caso di emergenza caldo, le aziende possono richiedere la cassa integrazione ordinaria. Le condizioni per la sospensione o la riduzione dell’attività lavorativa sono indicate nella nota numero 5056/2023 dell’INL. La richiesta può essere effettuata in presenza di temperature superiori a 35°C, considerando le temperature elevate registrate dai bollettini meteo o percepite in base alla tipologia di lavorazioni in atto. La richiesta della cassa integrazione deve indicare la causale “eventi meteo” e specificare le giornate di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa, oltre al tipo di lavorazione svolta in tali giorni.

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