Lavoro: arriva la settimana corta anche in Italia?

Anche in Italia potrebbe essere introdotta la settimana lavorativa corta? Questa è la proposta avanzata in questi giorni, dopo i risultati della ricerca condotta dall’Università di Cambridge. Vediamo insieme.

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In questi giorni sono stati diffusi i risultati di uno dei più grandi studi condotti sulla settimana corta lavorativa. La ricerca è stata portata avanti da un team di ricercatori di Cambridge ed ha convolto ben 61 aziende del Regno Unito.

I dati finali si sono rivelati essere molto positivi e per questo motivo si sta parlando anche della possibile introduzione della settimana corta in Italia.

Settimana corta lavorativa, lavorare 4 giorni a settimana

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Con “settimana corta” si fa riferimento a una settimana lavorativa della durata di quattro giorni al posto dei soliti cinque. Si tratta di una regolamentazione che porta a una diminuzione delle ore settimanali di lavoro per i dipendenti a parità di retribuzione.

Secondo le opinioni di chi promuove questa forma di organizzazione del lavoro, la settimana corta permetterebbe di rendere la giornata professionale di ogni settore più sostenibile e flessibile.

Il report dell’Università di Cambridge

L’Università di Cambridge ha condotto una ricerca sulla settimana corta in collaborazione con alcuni accademici del Boston College negli Stati Uniti e insieme al think tank Autonomy.

Alla ricerca hanno preso parte ben 61 aziende con circa 2.900 dipendenti. Durante lo studio pilota, i ricercatori hanno intervistato i lavoratori, per valutare gli effetti della riduzione dell’orario di lavoro.

I risultati del report

I risultati dimostrano una diminuzione dei livelli autodichiarati di ansia e affaticamento e un miglioramento della salute mentale e fisica.

Inoltre, il 60% dei dipendenti ha riscontrato una maggiore capacità di combinare il lavoro retribuito con le responsabilità di cura e il 62% ha riferito che è più facile combinare il lavoro con la vita sociale.

La proposta in Italia

In Italia, la proposta è stata avanzata dalla Fim CISL, che ha sottolineato la necessità di aprire un confronto tra parti sociali per avviare la sperimentazione della settimana corta nella Penisola.

Nello specifico, la proposta prevede:

  • negoziare, soprattutto a livello aziendale, una forma di lavoro fatta di 4 parti di attività piena e 1/5 di riduzione d’orario;
  • la riduzione di 1/5 dell’orario può essere dedicata anche alla formazione o ai carichi di cura.

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