Lavoro: come avere il permesso per andare a votare

Si avvicina il fatidico giorno delle elezioni, dove milioni di italiani saranno chiamati ad esprimere la propria preferenza elettorale e ridisegnare il nuovo parlamento. Ma cosa succede per chi è costretto a lavorare negli orari di voto? Vediamo in che modo è possibile ottenere il permesso per andare a votare.

Elezioni

La nuova tornata elettorale sarà caratterizzata dalla singola giornata per andare al voto, in stile americano, non più due come si faceva una volta. Questo potrebbe ridurre le chance di coloro che sono costretti a lavorare a trovare un vuoto per andare a votare. Ecco perché vi è la possibilità di richiedere un apposito permesso per recarsi alle urne e lasciare il posto di lavoro.

Vediamo di cosa si tratta e come funziona.

Voto elettorale: ecco come funziona il permesso

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Vediamo in primis come funzionano le norme relative alla possibilità di ottenere un permesso speciale per lasciare il posto di lavoro e andare alle urne nel proprio seggio. Si tratta di quei casi in cui un soggetto si trova a lavorare in una città diversa da quella in cui possiede il seggio. Nel dettaglio il permesso spetta a:

  • dipendenti pubblici che votano in un Comune differente da quello di servizio;
  • chi è stato trasferito in prossimità della data delle elezioni;
  • chi ha chiesto il trasferimento della residenza ma la pratica del Comune non è stata ancora ultimata.

Il numero di giorni da prendere varia in base alla distanza cui si trova il soggetto dal Comune in cui dovrà votare:

  • 1 giorno di permesso per distanze comprese tra 350 e 700 chilometri;
  • 2 giorni di permesso per distanze superiori ai 700 chilometri e per i spostamenti da e per le isole.

Permesso anche per gli scrutinatori

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Il permesso però non spetta solo a coloro che devono votare, ma anche e soprattutto per gli scrutinatori, che avranno il duro conto di contare le schede del seggio assegnato. Costoro hanno diritto a prendere un giorno di ferie. Chi è stato scelto come scrutatore, segretario o incaricato come Presidente di seggio per le operazioni di voto, ha sempre diritto a un’assenza retribuita, a prescindere che lavori in un’azienda privata o nel settore pubblico

La giornata viene considerata da ordinamento come a tutti gli effetti lavorativa, e da diritto al riposo compensativo.

 

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