Lavoro: cosa cambia dal 1° settembre per lo smart working

Rachele Luttazi
  • Esperta in welfare e bonus
  • Laurea Magistrale in Economia dell'Ambiente e della Cultura
16/08/2022

Con le regole emergenziali in scadenza, dal 1° settembre si torna al contratto individuale per lo smart working, secondo quanto previsto dal Decreto Aiuti bis. Vediamo insieme cosa cambia a partire dal prossimo mese.

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Il Decreto Aiuti bis non prevede nessun tipo di proroga dello smart working secondo le regole emergenziali che sono in scadenza. Rimane la comunicazione semplificata, secondo cui bisognerà trasmettere nominativi, data di inizio e fine del periodo di lavoro agile ma non gli accordi stipulati.

Vediamo insieme cosa cambia a partire dal prossimo mese.

Smart working: dal 1° settembre si torna all’accordo individuale

Lavoro: cosa cambia dal 1° settembre per lo smart working

Dal 1° settembre i datori di lavoro del settore privato potranno applicare lo smart working in azienda anche in assenza degli accordi individuali, con modalità di comunicazione al Ministero del Lavoro semplificata rispetto all’ordinario

Per le aziende e per i lavoratori questo significa che tornerà necessario l’accordo individuale sulla base delle disposizioni previste dagli artt. 19 e 21 della Legge n. 81/2017 e dai contratti collettivi

Il Protocollo sottoscritto dal Ministero del Lavoro e delle Parti Sociali, individua le linee guida per la definizione dell’accordo che, tra gli altri aspetti, dovrà definire una serie di caratteristiche dell’accordo tra datore e dipendente

Vanno definite tra le altre cose la durata dell’accordo, che può essere a termine o a tempo indeterminato, l’alternanza tra i periodi di lavoro all’interno e all’esterno dei locali aziendali, i luoghi esclusi per lo svolgimento della prestazione lavorativa esterna ai locali aziendali

Col ritorno all’ordinario però non si perderà del tutto la semplificazione prevista negli ultimi mesi: grazie all’articolo 41-bis le aziende non dovranno comunicare l’accordo individuale al Ministero del Lavoro, fermo restando l’obbligo di stipula, in modo da rendere più agevole l’accordo. Alle aziende sarà quindi richiesto di inviare i dati relativi a nominativi dei lavoratori in smart working, data di inizio e fine del lavoro agile. Le medesime informazioni saranno messe a disposizione dell’Inail

In caso di mancata comunicazione di questi dati, sarà applicata una sanzione amministrativa da 100 a 500 euro per ogni lavoratore interessato.