Lavoro: cos’è e come funziona il preavviso di licenziamento?

Una delle tutele di cui può servirsi il datore di lavoro in caso di licenziamento di un suo dipendente è quella del preavviso che quest’ultimo deve fornire. Ma non solo, si tratta di una serie di obblighi cui anche il datore di lavoro stesso deve adempiere. Approfondiamo insieme la questione nel seguente articolo.

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Anche se dal nome si può supporre che l’obbligo di preavviso in caso di licenziamento possa spettare solo al dipendente, questo i realtà fa sorgere delle obbligazioni anche a capo del datore di lavoro. Una cosa accumuna entrambe le figure in questa fattispecie: il fatto che i termini sono gli stessi per entrambi.

Vediamo come funziona e cosa sono tenuti a fare il dipendente e il datore di lavoro in casi di licenziamento.

Licenziamento: quando può scattare per legge?

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Prima di vedere come funziona il preavviso di licenziamento, vediamo quali sono, oltre a quello spontaneo, i motivi e le cause per cui un datore di lavoro può incorrere nel licenziamento di un suo dipendente. Uno dei principali è quello del licenziamento disciplinare: questo scatta quando il dipendente compie dei comportamenti errati. I casi sono:

  • licenziamento per giusta causa: il fatto è così grave da impedire il continuo del rapporto lavorativo anche solo per un giorno. In questi casi non è necessario il preavviso;
  • licenziamento per giustificato motivo soggettivo: si tratta di un fatto meno grave, ma che comunque non consente il proseguimento del rapporto di lavoro. In questo caso è necessario il preavviso.

Il preavviso in caso di licenziamento deve essere dato ex lege, in caso contrario il datore di lavoro dovrà pagare una multa. Solitamente questo dovrebbe essere di due mesi.

Preavviso licenziamento: quando è obbligatorio?

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Vediamo i casi in cui il preavviso del licenziamento diventa obbligatorio. Come anticipato in precedenza l’obbligo viene meno per il licenziamento dovuto per giusta causa, ossia in caso di una inadempienza grave. Il preavviso non deve essere dato nemmeno durante un eventuale periodo di prova.

Il preavviso inoltre non è ovviamente dovuto quando il contratto volge al suo naturale termine. Chiaramente anche se il lavoratore non vuole proseguire il rapporto di lavoro, non è tenuto a comunicare nulla.

 

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