Lavoro: ecco come avere uno stipendio in più

Avere un mese di stipendio all’anno in più è possibile seguendo quanto dettato da Bonomi in materia di tassazione. Il Presidente Confindustria ha esposto il suo piano per assistere le imprese a riprendersi dalla crisi economica: ma è veramente possibile arrivare ad avere uno stipendio in più?

1280px-Confindustria.svg

Aggiungere una mensilità all’anno di stipendio per alcune categorie di lavoratori è la proposta del Presidente Confindustria Bonomi: ma in che modo? La proposta si basa sulla riduzione del cuneo fiscale, che consentirebbe un aumento indiretto del reddito disponibile date le minori tasse da pagare.

Cerchiamo di fare chiarezza sull’argomento insieme, valutando la fattibilità della proposta.

Meno tasse: per chi verrebbe applicata la riforma?

tasse calcolo

Analizziamo la proposta del Presidente Confindustria Bonomi riguardo al ridurre la tassazione per una determinata categoria di lavoratori: quale? Il taglio delle imposte dovrebbe avvenire per coloro che hanno un reddito al massimo di 35 mila euro. Quali benefici ne trarrebbero i suddetti lavoratori?

Coni alla mano si tratta di circa 1220 euro in più all’anno, quasi una mensilità di stipendio in più da poter utilizzare per compensare le spese in aumento per carburanti ed energia. Chiaramente il governo dovrà intervenire finanziando la manovra con soldi pubblici, richiedendo una allocazione differente delle risorse.

Taglio tasse: come funziona la proposta di Bonomi?

pagamenti tasse

Il funzionamento del taglio del cuneo fiscale voluto dal Presidente di Confindustria, ha alla base un intervento statale di circa 16 miliardi di euro. Questi sarebbero i soldi necessari per supportare l’iniziativa: ma come funziona il cuneo fiscale per un lavoratore? Ad oggi i soldi del cuneo fiscale sono pagati per due terzi dalle imprese e per un terzo dal lavoratore stesso.

Con la proposta di Bonomi, il cuneo fiscale scenderebbe al 40%, consentendo all’Italia di allinearsi agli standard europei, effettuando un taglio del 5% circa su quanto previsto attualmente dalle normative vigenti.

Lascia un commento