Lavoro, Garanzia di occupabilità (GOL): cos’è e come funziona

Il Governo è al lavoro insieme alle parti sociali sulla bozza relativa alla riforma delle politiche attive del lavoro. L’argomento principale pare essere la Garanzia di occupabilità dei lavoratori (GOL), rivolta a più categorie e composta da diversi percorsi. Scopriamo insieme come dovrebbe funzionare.

Communication flat iconMercoledì 8 settembre il Governo Draghi incontrerà le parti sociali per discutere la bozza del progetto in merito alla riforma delle politiche attive del lavoro, che accompagna quella relativa agli ammortizzatori sociali, di cui si sta occupando il ministro del Lavoro Andrea Orlando insieme a Raffaele Tangorra, il commissario di Anpal.

L’argomento centrale della riforma è la Garanzia di occupabilità dei lavoratori (GOL), uno strumento con un valore pari a 4,9 miliardi di euro e articolato in cinque percorsi rivolti a 3 milioni di persone.

Questo tipo di riforma sarà la risposta alle Raccomandazioni specifiche che la Commissione europea ha indirizzato al nostro paese negli anni 2019-2020 con il PNRR, insieme alla Raccomandazione della Commissione del 4 marzo 2021, in merito a un sostegno attivo ed efficace all’occupazione successivamente alla crisi pandemica.

GOL: le categorie di lavoratori a cui è rivolto

Business team meeting in office or co-working spaceLe categorie di lavoratori a cui il GOL è rivolto dovrebbero essere:

  • le donne;
  • i disoccupati di lunga durata;
  • le persone con disabilità;
  • i giovani under 30;
  • i lavoratori over 55.

Nello specifico, potranno accedere al GOL:

  • i lavoratori in cassa integrazione;
  • i disoccupati che prendono Naspi e DIS-COLL;
  • i lavoratori fragili o vulnerabili tra cui i NEET (giovani disoccupati che non hanno un lavoro, non studiano e non lo cercano),
  • le donne svantaggiate e over 55;
  • i disoccupati senza un sostegno, quindi in condizioni di povertà.

I percorsi della GOL

Team leader and teamwork conceptI percorsi che vanno a comporre la GOL sono cinque e tengono conto della diversa tipologia di beneficiari:

  • reinserimento lavorativo per coloro che sono più facilmente occupabili;
  • aggiornamento con l’obiettivo di migliorare le competenze attraverso la formazione;
  • riqualificazione, con un percorso formativo più solido per chi risulta più difficilmente occupabile (almeno 300 ore di formazione);
  • lavoro e inclusione coinvolgendo la rete di servizi territoriali che spaziano da quelli educativi a quelli sanitari;
  • ricollocazione collettiva per le crisi aziendali.

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