Lavoro in nero: ecco come combatterlo

Per combattere il proliferare del lavoro in nero, il governo sta predisponendo un apposito sito su cui far confluire tutti i risultati delle ricerche svolte dall’ispettorato. Cerchiamo di capire come funziona e se potrebbe essere una valida soluzione al problema.

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Potrebbe essere arrivata una soluzione per combattere il lavoro a nero. L’Ispettorato del lavoro sta per lanciare un sito all’interno del quale verranno inserite tutti i risultati delle indagini relative al lavoro non regolare, con il fine di agevolare eventuali ricerche future delle forse dell’ordine.

Il portale avrà inoltre lo scopo di semplificare la programmazione dell’attività ispettiva e garantire maggiore sicurezza sul posto di lavoro.

Lavoro a nero: quanto vale oggi in Italia?

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Vediamo quanto vale il lavoro a nero in Italia, da sempre un problema in quanto largamente diffuso, soprattutto tra le attività stagionali. Ad oggi il valore del lavoro irregolare è di un terzo dell’intera economia sommersa: su 203 miliardi del totale sommerso, il lavoro a nero è un business da 76,8 miliardi di euro. Stando a quanto raccolto dall’Istat, le persone che lavorano a tempo pieno in modo irregolare sono ben 3,5 milioni.

Bruno Giordano, direttore dell’Ispettorato, afferma che “Uno degli obiettivi del Piano nazionale di ripresa e resilienza è il contrasto del lavoro sommerso. Far confluire i risultati di tutti gli accertamenti ispettivi in un unico portale – aggiunge – servirà ad avere una panoramica del lavoro sommerso reale, accertato. I dati che abbiamo oggi sono attendibili perché forniti dall’Istat, ma sono stime statistiche fondate su un campione”.

Lavoro a nero: il portale e le altre proposte

Lavoro, Triste

Una delle soluzioni per semplificare le indagini e la ricerca del lavoro irregolare, è quella di mettere a disposizione degli addetti ai lavori una piattaforma online su cui basare le future indagini. Tale misura potrebbe essere molto utile anche in tema di sicurezza sul lavoro: lavoro irregolare infatti vuol dire anche minori tutele.

Oltre a questo si lavoro anche ad una procura, che segue la falsa riga di quella presente in campo antimafia. Questa potrebbe essere molto utile, come afferma sempre Giordano: “La Procura dedicata avrebbe anche un’efficacia preventiva: una risposta efficace sul fronte della giustizia contribuirebbe a non alimentare il senso di impunità di chi mette in atto condotte scorrette”.

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