Lavoro: le imprese toglieranno i buoni pasto?

Mattia Anastasi
  • Dott. in Economia Aziendale con curriculum Manageriale
18/05/2022

Le società di ristorazione e distribuzione commerciale potrebbero smettere di accettare i buoni pasto a disposizione dei lavoratori. La notizia shock è stata diffusa dalla Consip e ha gelato moltissimi dipendenti che utilizzano quotidianamente i buoni pasto. Vediamo cosa c’è di vero in questa vicenda.

Buoni, Pasto

Le imprese di ristorazione e distribuzione alimentare stanno minacciando di non accettare più i buoni pasto a disposizione dei dipendenti, a meno che non venga attuata una riforma radicale sul meccanismo di erogazione dei buoni. Se ciò dovesse accadere sarebbe un danno enorme per tutti i lavoratori pubblici e privati, circa tre milioni, che quotidianamente utilizzano i buoni pasto per fare spesa.

Approfondiamo insieme la vicenda.

Buoni pasto: la protesta delle associazioni

Lavoro

Cerchiamo di capire da dove parte la protesta delle imprese di erogazione alimentare circa l’utilizzo dei buoni pasto. A lanciare l’allarme sono state le principali associazioni di riferimento del settore, in primis:  ANCD Conad, ANCC Coop, FIEPeT Confesercenti, Federdistribuzione, FIDA e Fipe Confcommercio. Queste chiedono una riforma sostanziale del settore e del sistema di erogazione.

Tutto questo prima della gara indetta dalla Consip per il nuovo periodo, onde evitare di accettare un accordo a condizioni non vantaggiose. E’ stato annunciato che in caso di mancata riforma verranno prese decisioni drastiche.

Buoni pasto: cosa vogliono le imprese?

Lavoro

Vediamo ora quali sono le richieste delle imprese di distribuzione alimentare circa il metodo di erogazione dei buoni pasto. Da quanto si evince le richieste principali sono due: “la riduzione immediata dei ribassi sul prezzo richiesti in fase di gara alle società emettitrici dei buoni pasto, e la riforma complessiva del sistema, seguendo l’impianto in vigore in altre Paesi, per assicurare il rispetto del valore nominale del ticket ed eliminare le gravose commissioni pagate dagli esercizi presso i quali i buoni pasto vengono utilizzati”

Nelle ultime due gare Consip, risalenti al 2018 e al 2020, le imprese di distribuzione alimentare si erano trovate a pagare commissioni del  19,8% (BP8) e del 17,80% (BP9). La richiesta dunque è che i buoni mantengano il relativo valore nominale: un buono pasto da 7 euro per il dipendente, deve valere 7 euro anche per il distributore.