Lavoro: quali sono i canali migliori per trovarlo?

Mattia Anastasi
  • Dott. in Economia Aziendale con curriculum Manageriale
04/07/2022

In Italia è sempre più difficile trovare lavoro, questo è quello che mostrano i dati relativi alla domanda di lavoro. Si tratta del fallimento dei centri per l’impiego, che dovrebbero garantire la quasi certezza di collocamento, in particolare per i più giovani. Approfondiamo insieme la vicenda.

Lavoro

I dati relativi alla ricerca del lavoro sono stati elaborati dall’Inapp, Istituto nazionale per l’analisi delle politiche pubbliche, che ha messo a nudo la fragilità del settore lavoro in Italia. Dalla ricerca è stato evidenziato come gli italiani non si affidano ai centri per l’impiego, ritenuti fallimentari e malfunzionanti. Circa il 23% ricerca lavoro tramite parenti ed amici mentre il 9% tramite contatti stretti nel mondo del lavoro.

Approfondiamo insieme le modalità di ricerca del lavoro degli italiani.

Lavoro: i centri per l’impiego sono un fallimento?

Lavoro, Triste

Analizziamo insieme le modalità con cui gli italiani ricercano attivamente un posto di lavoro, stando a quanto riportato dalle analisi effettuate dall’Inapp. L’evidenza più rilevante è che gli italiani non si rivolgono ai Centri per l’Impiego, in quanto questi sono in grado di fare da tramite con lavori non all’altezza, scarsamente retribuiti e dalla connotazione non standard.

Si sa che chi cerca e trova lavoro con i centri per l’impiego ha come abilitazione scolastica la licenza media, per lavori dal reddito lordo di 23.300 € all’anno. I laureati che hanno trovato lavoro tramite i centri per l’impiego sono solamente il 23%.

Lavoro: ecco come viene cercato dagli italiani

Lavoro

Vediamo ora come viene cercato lavoro dagli italiani. I dati dell’Inapp hanno evidenziato come nel decennio 2011 e 2021 più del 56% dei lavori trovati sono stati frutto di ricerche effettuate tramite canali informali. Dunque si stima che oltre 4,8 milioni di posti di lavoro sono stati sottratti in questo modo alla intermediazione palese.

Nel tentare di dare una risposta alla domanda sul perché accade ciò, gli esperti dell’Inapp evidenziano che sono molte le variabili in gioco: la riluttanza delle imprese a comunicare posti vacanti di elevata qualità ai Servizi per l’impiego nonché la riluttanza delle persone più qualificate a cercare occupazione rivolgendosi ai Servizi per l’impiego.