Lavoro: sanzioni per i falsi tirocini

Mattia Anastasi
  • Dott. in Economia Aziendale con curriculum Manageriale
24/03/2022

Il Ministero del Lavoro è al lavoro per evitare che si propaghi l’errato utilizzo dei tirocini extra-curricolari. Spesso infatti i dato di lavoro tendono a “sfruttare” eccessivamente gli stagisti, o a non garantire loro i diritti spettanti e le dovute coperture assicurative. Approfondiamo la questione.

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Il governo ha deciso di dare la stretta definitiva ai datori di lavoro che non applicano correttamente le diposizioni in materia di tirocinio formativo previste dalla nuova Legge di Bilancio. Per costoro infatti sono previste sanzioni molto severe, che sicuramente faranno passare la voglia di compiere atti illeciti.

Le nuove linee guida sui regolamenti devono essere acquisite dalle Regioni, ed in seguito essere correttamente applicate in caso di mancato rispetto.

Tirocini falsati: quali sono le sanzioni previste?

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Vediamo subito quali sono le sanzioni previste dall’ordinamento in caso di mancato rispetto delle norme in materia di stage extra-curricolare. Il tirocinio è definito ex lege come “percorso formativo di alternanza tra studio e lavoro, finalizzato all’orientamento e alla formazione professionale, anche per migliorare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro. Qualora sia funzionale al conseguimento di un titolo di studio formalmente riconosciuto, il tirocinio si definisce curriculare”.

Le prime sanzioni sono previste per coloro che non retribuiscono i tirocinanti: gli importi delle multe vanno da un minimo di 1.000 euro a un massimo di 6.000 euro. Viene inoltre stabilito che, se il tirocinio è svolto in modo fraudolento, al datore di lavoro spetta una multa di 50 euro per tirocinante e per ogni giorno di lavoro.

Tirocini: ecco le nuove linee guida

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Vediamo ora quali sono i nuovi principi da seguire, introdotti dalla nuova Legge di Bilancio. Tali principi derivano dalle seguenti linee guida:

  • revisione della disciplina, a favore di soggetti con difficoltà d’inclusione sociale;
  • individuazione degli elementi qualificanti;
  • definizione di livelli essenziali della formazione, con un occhio particolare alle competenze acquisite;
  • definizione di forme che vincolino le società ad avere un numero minimo di tirocinanti sempre attivo;
  • previsione di azioni e interventi volti a prevenire e contrastare un uso distorto dell’istituto, anche attraverso la puntuale individuazione delle modalità con cui il tirocinante presta la propria attività.