Lavoro: si ha diritto al TFR anche se si è licenziati per assenza ingiustificata?

Rachele Luttazi
  • Esperta in welfare e bonus
  • Laurea Magistrale in Economia dell'Ambiente e della Cultura
04/12/2022

Nel momento in cui si interrompe un rapporto di lavoro, ai lavoratori dipendenti spetta il Trattamento di Fine Rapporto (TFR). Ma si ha diritto alla retribuzione anche in caso di licenziamento per assenza ingiustificata? Vediamo insieme.

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Il Trattamento di fine rapporto (TFR) consiste in una retribuzione prevista in Italia dal 1982 che può essere usufruita dai lavoratori subordinati del settore pubblico e privato. Il TFR spetta nel momento in cui si interrompe il rapporto di lavoro con l’azienda, vale a dire quando il lavoratore si licenzia o viene licenziato e quando si raggiunge l’età pensionabile.

Si ha diritto al TFR anche nel caso in cui si venga licenziati per assenza ingiustificata? Vediamo insieme la risposta a tale quesito.

TFR anche in caso di licenziamento per assenza ingiustificata?

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Il Trattamento di fine rapporto (TFR) è una prestazione economica aggiuntiva alla retribuzione ordinaria di cui possono beneficiare i lavoratori dipendenti, sia a contratto indeterminato sia determinato che part-time, a cui si può accedere una volta terminato il rapporto di lavoro. Dunque, oltre ai casi di pensionamento e dimissioni volontarie, il TFR spetta anche in caso di licenziamento del lavoratore.

Ma in caso di assenza ingiustificata, come funziona? Quest’ultima si verifica quando il lavoratore si assente dal posto di lavoro senza i modi e i tempi stabiliti. Essendo una condizione in grado di portare danni all’azienda, per legge il datore di lavoro può procedere al licenziamento dopo tre giorni di assenza ingiustificata dal lavoro.

Anche in questo caso si ha diritto al TFR pieno e senza trattenute.

Come si calcola l’importo del TFR?

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L’importo del TFR prevede innanzitutto il conteggio della retribuzione annua il cui valore viene diviso per un coefficiente pari a 13,5. L’importo ottenuto da questa divisione viene rivalutata in base all’inflazione dell’anno corrente tramite l’applicazione di appositi indici, con una rivalutazione standard del 75% rispetto all’inflazione rilevata dall’Istat. Infine si aggiunge un tasso fisso dell’1,5%, da cui si ottiene il valore del trattamento di fine rapporto spettante al lavoratore.

Per quanto riguarda i dipendenti pubblici, il sistema di calcolo del TFR prende in considerazione una quota del 6,91% rispetto alla retribuzione annua.

È bene, inoltre, ricordare che il pagamento del TFR è soggetto a tassazione.