Lavoro, smart working prorogato: fino a quando e chi riguarda

Rachele Luttazi
  • Esperta in welfare e bonus
  • Laurea Magistrale in Economia dell'Ambiente e della Cultura
14/09/2022

L’approvazione del Decreto aiuti bis da parte del Senato ha finalmente ufficializzato alcuni degli interventi previsti dal provvedimento, tra cui la proroga dello smart working, che riguarderà alcune specifiche categorie di lavoratori. Vediamo insieme quali.

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Il Decreto aiuti bis è stato approvato dalle Commissioni riunite Bilancio e Finanze del Senato e ha passato l’esame dell’Aula di Palazzo Madama. All’interno del provvedimento, è prevista anche la proroga dello smart working, come annunciato dal ministro del Lavoro Andrea Orlando tramite il suo profilo Twitter.

La proroga, tuttavia, riguarderà soltanto per alcune categorie di lavoratori. Vediamo insieme quali.

Lavoro: smart working prorogato

Secondo quanto comunicato dal ministero del Lavoro Andrea Orlando, lo smart working è stato prorogato fino al 31 dicembre ma solo per alcune categorie, quali i lavoratori fragili e i genitori di figli con meno di 14 anni. Per entrambi, infatti, la possibilità di lavorare in smart working era scaduta il 31 luglio ma adesso tramite il Decreto aiuti bis la scadenza è stata spostata alla fine dell’anno.

Agli oneri derivanti da questa modifica si corrisponde con 18,66 milioni per il 2022, che verranno coperti per 8 milioni attraverso il Fondo sociale per l’occupazione del ministero del Lavoro, e 10,66 milioni con riduzione del Fondo per le politiche attive del lavoro.

Il provvedimento conferma anche le procedure semplificate di comunicazione e le norme che regolano lo smart working sono le medesime che erano in vigore prima del 31 luglio. La possibilità di usufruire del lavoro da remoto deve essere compatibile con le caratteristiche della prestazione professionale. Per quanto riguarda i genitori di figli under 14, poi, in famiglia non deve esserci già un genitore che non lavora o che percepisce uno o più ammortizzatori sociali, come ad esempio la cassa integrazione. Per le persone fragili, i medici competenti devono accertare che siano maggiormente esposti a rischio di contagio.