Le opzioni dell’IRPEF: 8×1000, 5×1000 e 2×1000: come funzionano e a chi vanno i fondi

Le opzioni dell’IRPEF, come l’8×1000, il 5×1000 e il 2×1000, offrono ai contribuenti la possibilità di destinare una percentuale del proprio reddito a scopi specifici. Ognuna di queste opzioni ha i suoi beneficiari e finalità specifiche, contribuendo così al sostegno di diverse cause e istituzioni.

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L’Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche (IRPEF) offre ai contribuenti la possibilità di destinare una percentuale del proprio reddito a beneficiari specifici. Tra le opzioni disponibili ci sono l’8×1000, il 5×1000 e il 2×1000. Questo articolo esplorerà come funzionano queste misure e i beneficiari coinvolti.

8×1000: scelta tra lo Stato e le confessioni religiose

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L’8×1000 rappresenta la percentuale dell’IRPEF che può essere destinata allo Stato o a una confessione religiosa tramite la dichiarazione dei redditi. Questa scelta può essere effettuata compilando il modulo 730-1 da allegare alla dichiarazione o consegnando il modulo in busta chiusa presso un ufficio postale o tramite un Centro di Assistenza Fiscale (CAF).

La legge 222 del 1985 stabilisce come Stato e Chiesa cattolica debbano utilizzare i fondi raccolti, e altre confessioni religiose hanno successivamente stipulato accordi con lo Stato per beneficiare di questa misura.

Scopi specifici e beneficiari dell’8×1000

I beneficiari dell’8×1000, sia lo Stato che le confessioni religiose, sono tenuti a utilizzare i fondi per finalità specifiche stabilite per legge. Ad esempio, lo Stato può impiegare i fondi per interventi straordinari nel mondo della fame, calamità naturali, assistenza ai rifugiati e conservazione dei beni culturali. La Chiesa cattolica, invece, deve destinarli alle esigenze di culto della popolazione, al sostentamento del clero e a interventi caritativi per la collettività nazionale o paesi in via di sviluppo. Altre confessioni religiose si attengono a leggi successive.

5×1000 agli enti non profit e alle iniziative sociali dei comuni

Il 5×1000 rappresenta la quota di imposta sul reddito delle persone fisiche che i contribuenti possono destinare a enti non profit iscritti nell’elenco dei beneficiari dell’Agenzia delle Entrate, nonché a iniziative sociali promosse dai comuni.

Questa opzione è stata introdotta con la finanziaria del 2006 e stabilita definitivamente nel 2014. La Riforma del Terzo Settore del 2017 ha apportato alcune modifiche al suo regolamento. Gli enti non profit devono individuare la finalità più adatta e sono tenuti a rendicontare l’utilizzo dei fondi. I comuni, invece, sono vincolati a destinare le risorse alle proprie attività sociali.

 2×1000 a partiti politici e associazioni culturali

Il 2×1000 consente ai contribuenti di destinare lo 0,2% della propria IRPEF a un partito politico o a un’associazione culturale. Questa misura è stata introdotta dal governo Letta nel 2013. Attraverso questa opzione, i cittadini possono sostenere direttamente l’attività politica o culturale che ritengono più rilevante.

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