Legge di Bilancio 2023: arriva il bonus Maroni

Aumento in busta paga per coloro che, pur potendo anticipare l’accesso alla pensione, optano per un prolungamento dell’attività lavorativa. Questo incentivo prende il nome di bonus Maroni.

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Una delle novità della legge di Bilancio 2023 è il rilancio di una manovra che Roberto Maroni, allora ministro del Welfare, introdusse nel 2004. In pratica si tratta di un aumento di stipendio per coloro che ritardano l’accesso alla pensione anche se in possesso di tutti i requisiti per la nuova Quota 103.

L’obiettivo è quello di ridurre la spesa pensionistica cercando di convincere più lavoratori possibile a ritardare l’ingresso alla pensione. Vediamo insieme di cosa si tratta.

Bonus Maroni: cos’è e come funziona

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Come abbiamo già detto questo incentivo mira a ritardare l’accesso alla pensione tramite un taglio del cuneo fiscale molto alto per gli anni in cui si continua l’attività lavorativa. Questo perché l’intera quota di contributi, invece che venire versata all’Inps viene accreditata in busta paga, e questo sia per la parte a carico del datore di lavoro sia per quella  a carico del dipendente. Si ha quindi che lo stipendio lordo rimane invariato al contrario del netto che invece aumenta di molto.

Va da se che questo bonus non è automatico. Sta al lavoratore decidere se fruirne o meno. Infatti raggiunti i requisiti per la pensione le possibilità sono:

  • aumento della propria pensione futura tramite la continuazione del versamento dei contributi;
  • accedere al bonus Maroni, bloccando si la pensione ma beneficiando dell’aumento in busta paga tramite decontribuzione.

Bonus Maroni: chi può accedervi

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La bozza della legge di Bilancio 2023 dice che hanno diritto a questo incentivo tutti quei lavoratori

“che abbiano maturato i requisiti minimi di cui all’articolo 51, per l’accesso al pensionamento anticipato di cui al medesimo articolo 51”.

Si parla quindi di quota 103, la nuovissima misura che consente un accesso anticipato alla pensione raggiunti determinati requisiti, ovvero:

  • aver compiuto almeno i 62 anni di età;
  • avere almeno 41 anni di contributi versati.

Chi decide di continuare l’attività lavorativa pur avendo questi requisiti potrà optare per il bonus Maroni con conseguente aumento dell’importo dello stipendio.