Legge di Bilancio 2023: dal taglio dell’IVA su pane, pasta e latte ai nuovi sostegni alle famiglie

Rachele Luttazi
  • Esperta in welfare e bonus
  • Laurea Magistrale in Economia dell'Ambiente e della Cultura
19/11/2022

Il governo Meloni è al lavoro sulla Legge di Bilancio 2023. Ieri si è tenuta la riunione a Palazzo Chigi riguardante la Manovra, da cui sono emersi i primi interventi che potrebbero essere inseriti nel provvedimento: dall’azzeramento dell’IVA su pane, pasta e latte al taglio del cuneo fiscale di 3 punti. Vediamo insieme nel dettaglio.

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A Palazzo Chigi si è tenuta la prima riunione per la nuova Legge di Bilancio. Tra le ipotesi discusse nelle ultime ore troviamo l’azzeramento dell’Iva su pane, pasta e latte per un anno, taglio del cuneo fiscale di tre punti, stop al reddito di cittadinanza e quota 103 per le pensioni.

Rush finale del governo sulla Manovra è attesa in Consiglio dei ministri lunedì pomeriggio. Vediamo insieme quali sono stati i punti discussi dal governo Meloni.

Manovra: tutte le ipotesi sul tavolo

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Tra le novità discusse durante il vertice del governo sulla Manovra è prevista la riduzione o azzeramento dell’Iva su pane, latte, pasta e prodotti per l’infanzia. Inoltre, si è discusso di una stretta sul reddito di cittadinanza, taglio del cuneo di tre punti, anziché due, e quota 103 per le pensioni.

Si allontana l’ipotesi di un scudo fiscale per il rientro dei capitali dall’estero mentre viene confermato un intervento sulle cartelle fino al 2015. Nello specifico, si sta valutando la possibilità che per gli importi sotto i mille euro si arrivi ad uno stralcio; in alternativa potrebbe esserci un pagamento ridotto. Per gli importi superiori si va invece verso una riduzione di sanzioni e interessi al 5%.

Gran parte delle risorse, oltre 21 miliardi su un totale di quasi 30, riguarderà il contrasto al caro energia.

Il ministro Giorgetti ha dichiarato che la priorità è sostenere le fasce deboli e le imprese, annunciando anche un taglio del cuneo più ampio di quanto finora previsto e l’aumento delle soglie del credito di imposta dal 30 al 35%.