Legge di Bilancio 2023: quali misure non sono state confermate

Rachele Luttazi
  • Esperta in welfare e bonus
  • Laurea Magistrale in Economia dell'Ambiente e della Cultura
26/12/2022

La Legge di Bilancio è stata approvata dalla Camera dei deputati e si attendere ora il via libera del Senato. Vediamo insieme quali sono le misure che non sono stati inserite in Manovra.

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Il 24 dicembre la Camera dei deputati ha approvato la Legge di Bilancio 2023, che ora passa al vaglio del Senato. Inoltre, l’aula ha anche votato la nota di variazione al bilancio di previsione dello Stato per il triennio 2023-2025.

Tuttavia, sono molti i bonus, gli incentivi e le misure che non sono state confermate per il prossimo anno, mentre altri hanno subito dei tagli drastici, come per esempio il Reddito di cittadinanza e il Superbonus 110.

Vediamo insieme quali sono le misure che il governo ha deciso di non confermare per il 2023.

Manovra: le misure non prorogate per il 2023

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Sono diversi i provvedimenti che non sono stati confermati per il prossimo anno dalla Legge di Bilancio, mentre altri sono stati soggetti a modifiche e tagli.

Bonus Trasporti

A non essere rinnovato per il 2023 è il bonus trasporti, uno sconto dal valore di 60 euro per l’acquisto di un abbonamento ai trasporti pubblici disponibile fino al 31 dicembre 2022. Il bonus può essere richiesto da coloro che nel 2021 hanno avuto un reddito pari o inferiore a 35 mila euro.

Bonus Facciate

Addio dal 2023 anche al bonus facciate, la detrazione pari al 60% applicata sulle spese documentate e sostenute nell’anno 2022 per gli interventi atti a recuperare o restaurare la facciata degli edifici. Tra gli interventi rientrano anche la pulitura e la tinteggiatura esterna.

Superbonus

A partire dal 2023 il Superbonus 110 sarà soggetto a modifiche. Innanzitutto, la detrazione scenderà al 90% per i condomini a meno che l’assemblea non abbia deliberato i lavori entro il 18 novembre 2022 e la Cilas non venga presentata entro il 31 dicembre 2022.

Per quanto riguarda le case unifamiliari, nelle quali al 30 settembre 2022 siano stati effettuati lavori per almeno il 30% dell’intervento complessivo, varrà ancora il 110% fino al 31 marzo 2023. Mentre, al di là dello stato di avanzamento dei lavori, per il proprietario di una prima casa, il cui reddito “di riferimento” non superi i 15.000 euro potrà invece usufruire del bonus al 90% fino al 31 dicembre 2023.

Bonus Tv e Decoder

Purtroppo, diversamente da quanto annunciato inizialmente, il bonus tv non sarà rinnovato per il 2023. Infatti, la misura non ha trovato spazio all’interno della Manovra, nonostante il ministro Urso avesse richiesto il rifinanziamento al Mef.

Il bonus TV è l’agevolazione prevista dallo Stato per aiutare le famiglie italiane nella transizione verso il nuovo digitale terrestre iniziata ad ottobre 2021 che dovrebbe terminare nel 2023 con il passaggio delle trasmissioni nel formato mpeg4.

Smart Working per i genitori con figli under 14

Attualmente, a poter usufruire dello smart working fino al 31 dicembre 2022 sono i lavoratori fragili e i genitori degli under 14. Tuttavia, un emendamento alla Manovra prevede che lo smart working sia prorogato fino al 31 marzo 2023, ma solo per una determinata categoria, ossia i lavoratori fragili. Infatti, secondo quanto previsto dalla modifica alla Finanziaria, potrebbero essere esclusi dalla proroga i genitori dei giovani con un’età inferiore ai 14 anni.

Opzione Donna

Il prossimo anno, Opzione donna sarà confermata per tre categorie specifiche di lavoratrici: caregiver, invalide almeno al 74% licenziate e dipendenti da aziende con tavolo di crisi.

Inoltre, l’età prevista per accedere all’opzione di pensionamento anticipato è pari a 60 anni e può essere ridotta di un anno per ogni figlio, nel limite massimo di 2 anni, con 35 anni di contributi.