Legge di Bilancio: più soldi per gli italiani?

Mattia Anastasi
  • Dott. in Economia Aziendale con curriculum Manageriale
03/11/2021

Uno dei temi centrali della Legge di Bilancio è quello di fare in modo che gli italiani dispongano (almeno in teoria) di più liquidità per il 2022. Ciò potrebbe avvenire in due modi: taglio delle tasse o più soldi in busta paga. Valutiamo insieme le due opzioni.

Italian PM Draghi attends a press conference

Tra gli obiettivi principale della Legge di Bilancio vi è sicuramente quello di alleggerire l’imposizione fiscale degli italiani. Stando al testo presentato dal governo, l’intenzione è quella di intervenire sull’IRES o sull’IRAP, portando l’imposizione fiscale da 42,8% a 41,7% nel 2022, per poi stabilizzarla al 41% per gli anni a seguire.

Ma tale modalità di intervento non è la sola, cerchiamo di valutare le altre insieme.

Taglio tasse 2022: come intervenire su IRES e IRAP

cash soldi pagamenti

La bozza della nuova Legge di Bilancio ha stabilito che verranno utilizzati ben 8 miliardi di euro per tentare di diminuire l’imposizione fiscale a carico degli italiani. Questo verrà fatto in particolare tagliando IRES e IRAP e dal testo si evince che: “Ridurre il cuneo fiscale sul lavoro e le aliquote marginali effettive, da realizzarsi attraverso sia la riduzione di una o più aliquote di cui all’articolo 11, comma 1 del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n.917, sia una revisione organica del sistema delle detrazioni per redditi da lavoro dipendente e del trattamento integrativo”.

Per quanto riguarda l’IRPEF, la strategia sembra essere quella di intervenire sul terzo scaglione, quello da 28 mila a 55 mila euro, portandola dal 38% dal 33%. La riduzione dell’IRAP invece non è altro che una indiscrezione.

Opzioni alternative al vaglio: taglio del cuneo fiscale?

tasse calcolo

Una via alternativa da seguire potrebbe essere quella del taglio del cuneo fiscale, che porterebbe più soldi in busta paga per gli italiani. Ad esempio il bonus si alzerebbe da 100 a 120 euro, permettendo così di avere più liquidità.

Tale intervento permetterebbe ai cittadini con redditi oltre i 28 mila euro di sfruttare tale vantaggio, allargando così di molto l’orizzonte di azione.

Ne sarebbero lasciati fuori i professionisti e i datori di lavoro, facendo venir meno in parte il principio di equità. Si attendono importanti sviluppi su questo fronte.