Legge di Bilancio: sancite novità per il pensionamento 2024

Le novità previste dalla legge di bilancio riguardano principalmente le pensioni. A partire da luglio, le pensioni minime subiranno un aumento in base all’età del pensionato. Saranno introdotti assegni più “ricchi” per coloro che hanno un’età superiore. Ecco alcuni calcoli ed esempi per comprendere meglio il meccanismo.

Pensione

Attualmente, è in discussione la questione delle pensioni tra il governo e i sindacati. Questo confronto avviene in un contesto di urgenza, poiché la cosiddetta Quota 103, introdotta dal governo Draghi, scadrà alla fine dell’anno. Se non si trovano risorse adeguate, si rischia di tornare alla controversa riforma Fornero introdotta durante il governo Monti.

Tuttavia, la strada per raggiungere un accordo sembra essere difficile. Le organizzazioni sindacali stanno chiedendo al ministro del lavoro Maria Elvira Calderone maggiore flessibilità nell’uscita dal lavoro e lamentano l’azione tardiva da parte del governo. Domenico Proietti, segretario confederale della Uil, ha affermato:

“Il governo dovrebbe dirci se intende finalmente adottare seriamente una riforma strutturale della legge Fornero sulle pensioni. Abbiamo perso mesi preziosi”.

Maurizio Landini, leader della Cgil, accusa il governo di non riconoscere il sindacato come un soggetto con cui negoziare e trovare una mediazione. Landini sostiene che il governo abbia la maggioranza nel Parlamento, ma non nel Paese, e sta cercando di utilizzare questa maggioranza data dal sistema elettorale per cambiare il sistema fiscale, il sistema sanitario e persino la Costituzione. Landini non esclude la possibilità di uno sciopero generale, affermando che, sebbene non risolva tutti i problemi, una situazione del genere non è più tollerabile e bisogna opporsi. È probabile che il tema delle pensioni rimanga un cantiere aperto fino alla fine del 2023.

Pensione 2024: cosa cambierà?

Pensione

In relazione alle pensioni, vi sono alcuni cambiamenti previsti. Con la scadenza della “Quota 103″ si tornerà a poter andare in pensione a 67 anni con almeno 20 anni di contributi, oppure a 42 anni e 10 mesi di contributi, indipendentemente dall’età. Un punto di mediazione potrebbe essere rappresentato dalla “Quota 41“.

Questa misura, che era stata presa in considerazione dal governo, è sparita dal Documento di economia e finanza (Def) in quanto considerata troppo costosa. Secondo i calcoli dell’Inps, la “Quota 41” avrebbe un costo di circa 4 miliardi di euro nel primo anno e di 75 miliardi di euro in dieci anni. Pertanto, trovare una soluzione risulta complesso. Una delle ipotesi potrebbe essere la proroga per almeno un anno della “Quota 103“, introdotta dal precedente governo e ritenuta più sostenibile dal punto di vista delle risorse.

Pensione, “opzione donna”: di cosa si tratta?

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Durante il confronto tra Calderone e i sindacati, sarà anche discusso il destino dell’”Opzione Donna“, che permette a alcune categorie di lavoratrici di andare in pensione a 60 anni con almeno 35 anni di contributi. Anche questa norma scadrà alla fine del 2023. Nel frattempo, a luglio, entreranno in vigore gli aumenti delle pensioni minime previsti dalla legge di bilancio. Secondo l’Inps, coloro che ricevono un assegno inferiore a 563,74 euro beneficeranno di un incremento dell’1,5% se hanno meno di 75 anni e del 6,4% se hanno più di 75 anni. In pratica, nel primo caso si riceveranno fino a 8,46 euro in più al mese, mentre nel secondo caso si otterranno fino a 36,08 euro in più al mese. Inoltre, con la mensilità di luglio, verranno erogati anche gli arretrati relativi ai mesi precedenti del 2023.

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