Limite al contante: sparisce dal Decreto Aiuti l’aumento a 5.000 euro

Rachele Luttazi
  • Esperta in welfare e bonus
  • Laurea Magistrale in Economia dell'Ambiente e della Cultura
17/11/2022

È sparito l’innalzamento del limite dei contati dall’ultima bozza del decreto Aiuti quater. La soglia, infatti, era stata innalzata a 5.000 euro, ma sembrerebbe che il governo abbia voluto ripensarci. Ma per quale motivo?

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Nella bozza del Decreto Aiuti quater è sparita la norma riguardante il nuovo limite ai contanti. Ad annunciarlo è La Repubblica; il giornale, infatti, ha fatto sapere che nell’ultima versione del provvedimento anti rincari è sparito l’aumento della soglia per le banconote.

Fonti di governo hanno fatto sapere che l’intervento rientrerà nella Legge di Bilancio 2023:

Non ci sono i requisiti d’urgenza previsti dal decreto legge, rientrerà nella manovra.

Niente innalzamento del limite ai contanti

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Inizialmente, il decreto Aiuti quater prevedeva che la soglia per i pagamenti in contanti fosse portata da 2.000 euro a 5.000 euro dal 1° gennaio 2023. Sul limite ai contanti si sarebbe dovuto intervenire sulle soglie modificate dal decreto legge n. 124/2019, che all’articolo 18, ha previsto la riduzione della soglia da 2.000 a 1.000 euro a partire dal 1° gennaio 2023.

Tuttavia, la novità è sparita dall’ultima bozza del provvedimento, il cui testo non è stato ancora pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Secondo fonti del governo, tuttavia, la novità sarà inserita nella prossima Legge di Bilancio.

La norma si sarebbe affiancata alla previsione di un nuovo bonus per gli esercenti volto ad incentivare i pagamenti con POS. Vediamo insieme di cosa si tratta.

Bonus Pos: di cosa si tratta

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Secondo quanto previsto dalla bozza del decreto Aiuti quater, il bonus Pos spetterà ai soggetti passivi IVA obbligati alla memorizzazione e trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi giornalieri in relazione alle spese sostenute nel 2023.

Il bonus POS riconosciuto per l’adeguamento dei registratori di cassa telematici sarebbe pari al 100 per cento della spesa sostenuta, per un massimo di 50 euro.

Si va quindi verso l’introduzione di un nuovo credito d’imposta da utilizzare in compensazione e, dal punto di vista operativo, fruibile a partire dalla prima liquidazione periodica IVA successiva al mese di registrazione della relativa fattura.